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Il silenzio, la notte, il mare

hotel capo spartivento

Questa notte il mare è calmo, si può scrutare l'orizzonte dalle finestre aperte e la brezza calda del levante muove lentamente le tende di lino della mia stanza.
Lo spicchio di luna è luminoso nel cielo fermo. Sarà perché è estate, sarà perché sono in vacanza ma questa notte è una vera notte.
Mi lascio andare alla fantasia e attorno a me tutto si ferma e tutto si muove. Mi affaccio nuovamente alla finestra e guardo il mare che si illumina e si spegne.
Allora capisco che è il faro che vive, che pulsa nella notte. Si accende e si spegne. Come la luce di una stella nell'universo infinito. Un attimo di luce, un attimo di scuro. Un bagliore poi il buio, ma un buio tenue perché la luna fa da padrona nel cielo e si riflette sull'acqua.
Immagino di essere il guardiano di questo faro e ritrovo in me un senso di libertà che non sapevo di avere, dimentico gli affanni della vita, il caos della quotidianità e penso che vivere a contatto con la natura sia la fonte di energia più potente che il creato potesse regalarci. É una sensazione forte e dolce allo stesso tempo, è una linfa che sale nelle vene e capisci che nulla è più completo che stare da soli con se stessi. É un cerchio che si chiude.
Vorrei fermare quest'attimo ma all'orizzonte il vento incomincia a girare e il mare si increspa. É un libeccio ancora più caldo che annienta la mente. Mi allontano dalla finestra e mi avvicino al letto ancora intatto. Questa notte è la mia notte, è il mio rifugio sospeso tra il cielo e il mare. Ma questo sogno non è solo mio.

 

Curiosità
Con “SardegnaFari” è nato il progetto dell’Agenzia di Conservatoria delle coste e degli assessorati degli Enti Locali della Regione insieme al Fai, WWf e Legambiente. L’obiettivo è recuperare le strutture abbandonate da anni (circa 40) dislocate lungo tutta l’isola, per reinserirle nel patrimonio storico sardo.
Tra le soluzioni proposte c’è quella di far rivivere l’esperienza dei guardiani del faro: mangiare e dormire all’interno e assaporare l’identità perduta di un mestiere orami dimenticato nel tempo.
Si va dai venti posti letto del Vecchio Faro di Razzli, sulla Maddalena, alle tre stanze di altri fari più piccoli. Per non parlare del faro di Capo Spartivento, un vero gioiello di classe e comfort.
Una nota: il faro di Torregrande, Oristano ha fatto  da apripista ai successivi interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza della “case-vacanze” a picco sul mare.

Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale

trippaNelle case in ladiri, (i mattoni di terra cruda), accanto ai camini accesi, le donne appendevano i cestini di asfodelo, intrecciati a mano, decorati con nastri di raso e ritagli di damascato. Erano gli unici oggetti preziosi che potevano permettersi, ma nonostante la semplicità della casa, erano delle artiste in cucina. E

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Manifesti d'Epoca

Pomodori secchi

Durante l'estate rovente isolana, i pomodori rossi di campo riposano al sole,  imbiancati con il sale marino delle saline sarde. Dopo  pochi giorni diventano un perfetto condimento da utilizzare tutto l'anno.
InsulaGolosaRicette vi ricorda come le donne preparavano questo semplice condimento piccante, ottimo nelle minestre di verdure o nel brodo di carne; inimitabile nelle carni bianche e nelle insalate

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