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Palma nana

Pramma agreste, Buatta

palma nana

La palma nanapalma di San Pietro, (nome scientifico Chamaerops humilis L.è un arbusto cespuglioso della macchia mediterranea, con fusto breve tipico nelle zone  a pascolo e fusto alto nelle zone più inaccessibili. Si trova in tutto il Mediterraneo soprattutto in zone calde, vicino alle coste; predilige terreni soleggiati, rocciosi o sabbiosi e teme il freddo intenso.
I greci la chiamavano phoenix chamaeriphes, che significa letteralmente "palma gettata per terra", per suo portamento, infatti si presenta come un cespuglio sempreverde che può raggiungere altezze sino a 2 metri.
Le foglie sono a ventaglio, larghe, robuste, rigide ed erette, sostenute da lunghi piccioli spinosi riuniti a ciuffi sulla sommità del fusto; di colore verde sulla pagina superiore e quasi bianco sulla pagina inferiore.
I suoi fiori sono portati da infiorescenze a pannocchia, corte e ramificate, di colore giallo, con piccoli peduncoli; il loro periodo di fioritura  va da maggio a giugno.
I frutti raddensati sono drupe con polpa assai fibrosa di colore verde nelle prime fasi, poi giallo-rossiccio, e infine marroni a maturità; non sono commestibili.
Già dai tempi dei romani la palma nana veniva utilizzata come pianta ornamentale, uso diffuso nell'epoca dei giardini romantici di fine '800 fino ai nostri giorni.
Anticamente, ma diversi artigiani continuano la tradizione, venivano raccolte le foglie durante le ore più calde delle giornate estive, le si mettevano ad essiccare in ambienti asciutti e ben areati  per preservarne l'integrità e le caratteristiche morfologiche. Le foglie così essiccate vengono, ancora oggi, utilizzate per la tessitura di canestri, corbule, cestini, destinati all'uso domestico. La tecnica dell'intreccio è quella a spirale a punto fisso o attorcigliato che solo mani esperte sanno realizzare.

Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale

trippaNelle case in ladiri, (i mattoni di terra cruda), accanto ai camini accesi, le donne appendevano i cestini di asfodelo, intrecciati a mano, decorati con nastri di raso e ritagli di damascato. Erano gli unici oggetti preziosi che potevano permettersi, ma nonostante la semplicità della casa, erano delle artiste in cucina. E

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Manifesti d'Epoca

carciofi con le spineIl carciofo spinoso della Sardegna è il re dei campi isolani, con la sua corona spinosa. E' riconosciuto in Europa e nel mondo con la denominazione di origine protetta (DOP) nel 2011
Oltre al carciofo spinoso, in Sardegna è diffuso il Masedu, caratterizzato dall'assenza di spine, tant'è che in lingua sarda significa mansueto e inerme.
Nelle tavole dei sardi lo

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