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Involtini di carne Is coietas

involtini di carneMa chi ha detto che il carattere dei sardi è riservato, a volte chiuso? Niente di più sbagliato. La Sardegna è sempre stata crocevia di genti e la grande ospitalità dei sardi ne è una conferma. Chi ha paura del prossimo, non invita alla propria tavola un estraneo.
Nell'isola l'ospite inatteso viene ricoperto di mille attenzioni e soprattutto il suo piatto è il primo ad essere servito. L'ospite, dal canto suo, è attratto dalla gentilezza della gente sarda e raramente non apprezza la cucina antica e arcaica, semplice e saporita.
Oggi InsulaGolosaRicette prepara Is Coietas, involtini di carne con contorno di verdure di stagione selvatiche, una vera delizia per tutti i palati... nostrani e non. 

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Tasca di pecora con piselli

ripieno

Quando il sole è alto, non è difficile notare, sotto gli alberi piegati dal maestrale, le pecore che riposano dopo una giornata passata a vagabondare nei prati, brucando ogni filo d'erba. Fanno un po' paura. Direte che assurdità, una pecora che fa paura... ma se le vedete  in azione, sono capaci di rasare voracemente tutto il verde che trovano, scegliendo le erbe e le essenze migliori dei prati. Per questo motivo i pastori le spostano da un spazio all'altro in modo che ci sia sempre un riciclo costante della vegetazione di cui sono ghiotte. Solo al tramonto ritornano all'ovile ...
In questa pagina InsulaGolosaRicette propone un piatto "
dimenticato" che ogni tanto mia madre prepara: la tasca ripiena di piselli in brodo di pecora. E' un po lungo da preparare ma proprio per questo ci fa godere del piacere dell'attesa regalandoci, inoltre con una sola preparazione due piatti: un secondo di carne la tasca ripiena di piselli e un primo, Bròdu de brebeis, il brodo di carne di pecora, un ottimo primo piatto che a sua volta può essere utilizzato per altre preparazioni culinarie.

 

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Pollastro con pomodorini

pollo_pomodoroSino a qualche decennio fa, non era raro alzarsi con il canto del gallo, nel vero senso della parola. Tante famiglie sarde tenevano, nel cortile, le galline e ovviamente il gallo, che aveva il piacere di svegliare gli abitanti della casa e il vicinato con il suo canto. Chi ha la fortuna di vivere in campagna può godersi ancora questa sveglia, e soprattutto può gustare dei piatti realizzati con la carne di pollo ruspante che non ha nulla a che vedere con quella prodotta negli allevamenti industriali.
La Sardegna vantava la presenza della Gallina Sarda, una specie, forse estinta, a causa del progresso e degli incroci selvaggi. Rimane la speranza di poterla ritrovare, in qualche remoto pollaio dell’isola. Anzi facciamo un appello per ritrovarla....
InsulaGolosaRicette vi propone una ricetta tanto amata nella mia famiglia, Pollastro con pomodorini, un secondo piatto gustoso e succoso, che riporta alla memoria i pranzi domenicali nella casa in campagna... 

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Sa trattalia

In Sardegna ogni paese è un'isola nel senso che ogni comunità rivendica con orgoglio le proprie tradizioni, e in gastronomia, i propri piatti. Si pensi che lo stesso piatto viene chiamato in modi diversi e con un dialetto completamente dissimile, a seconda delle zone geografiche o dei paesi che a volte distano solo pochi chilometri tra loro. Tra i tanti piatti sa Cordula Cordedda, che in alcuni paesi viene chiamata Coratella Trattalia: è un secondo piatto realizzato con le parti interne dei capretti o degli agnelli. Viene arrostita  allo spiedo o in tegame con cipolle e prezzemolo, o ancora insemolata e fritta nell'olio caldo. 
InsulaGolosaRicette ricrea gusti e profumi antichissimi con le diverse ricette per cucinare le frattaglie di agnello o capretto.

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Trippa alla sarda

trippaNelle case in ladiri, (i mattoni di terra cruda), accanto ai camini accesi, le donne appendevano i cestini di asfodelo, intrecciati a mano, decorati con nastri di raso e ritagli di damascato. Erano gli unici oggetti preziosi che potevano permettersi, ma nonostante la semplicità della casa, erano delle artiste in cucina. E il fuoco nel camino era il loro compagno di cucina preferito. Nel camino arrostivano la carne e il formaggio. E appendevano, sospesa sulla brace ardente, la pentola che serviva per cucinare le zuppe, le minestre e gli stufati. Ogni pietanza era il risultato di conoscenze arcaiche, frutto del passaparola di generazioni di donne in famiglia. Dalle storie tramandate,  InsulaGolosaRicette riscopre i piatti come Sa trippa a sa sarda, la trippa alla sarda, un ottimo secondo piatto profumato alla menta che, grazie alla sua completezza,  può diventare piatto unico.

 

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Sa Cordula con i piselli

sa cordula prisurciI pascoli in Sardegna sono sempre buoni. Il clima e la vegetazione sono favorevoli alla pastorizia in ogni periodo dell'anno, tant'è che non manca mai la materia prima per realizzare piatti di carne, formaggi di alta qualità o dolci a base di latte ovino. Tantissime sono le pietanze legate alla pastorizia conosciute ai più, ma esiste una gamma di piatti antichissimi sconosciuti, degni di essere riscoperti e riproposti.
Così come Sa Cordula, ossia la treccia di agnello, così chiamata per l'aspetto del prodotto finito, frutto di un particolare modo di assemblare le interiora degli agnelli o dei capretti . Sa Cordula si può arrostire a fuoco lento nel caminetto; oppure si può cucinare in umido come 
Sa Cordula cum prisurci, la treccia con i piselli . Anticamente si preparava durante le festività pasquali, quando, insieme agli agnelli da latte, i piselli novelli erano di facile reperibilità. Eccone la ricetta di InsulaGolosaRicette.

 

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Sa Cordula o Cordedda

sa cordulaSi dice che in Sardegna ci siano più pecore che abitanti. Non so se questo sia vero ma è certo che i sardi hanno gran rispetto per le pecore, perché sono fonte di reddito e alimento base della gastronomia tradizionale. Infatti grazie alla fantasia e alla praticità dei pastori, le parti della carne degli ovini vengono tutte utilizzate perché icucina, come nella vita, nulla va sprecato.
La tradizione vuole che la carne pregiata dell'agnello o del capretto, venga arrostita allo spiedo e aromatizzata con essenze selvatiche. Con le altre parti, non meno nobili, si realizzano piatti antichi che vanno tutelati  per non perderne memoria. 
Un esempio sono i piedini d'agnelloun ottimo antipasto, molto diffuso a Bosa, simile ai Nervetti di piede di bue, o sa Cordula o Cordedda, un secondo piatto realizzato con le parti interne dei capretti o degli agnelli.  

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Agnello arrosto alla sarda

La Sardegna è una terra misteriosa. Il suo paesaggio è una distesa di prati e di foreste, dove anticamente gli unici viandanti erano i pastori. Portavano le greggi dai monti del Gennargentu, molto fredde in inverno, fino ai pascoli  pianeggianti del Campidano e del Sulcis Iglesiente, molto più miti e fertili. Vestiti di orbace, i pastori camminavano in silenzio, appoggiandosi ad un bastone di olivastro; la loro unica compagnia erano i cani fonnesi e le pecore di cui conoscevano ogni particolare. Durante le lunghe notti, lontani da casa, i demoni andavano a far loro visita e li tentavano con perfide promesse. Solo il bastone di olivastro, intarsiato di demoni come loro, li sapeva allontanare. Così passavano i mesi e le stagioni, in un rito chiamato della transumanza che è stato praticato nell'isola fino ad qualche decennio fa.

Agnello arrosto

InsulaGolosaRicette, per onorare questo rito antico, vi ripropone un piatto tipicamente pastorale, l'agnello arrosto, s'angioni arrustu, consumato per le festività più importanti dalle famiglie dell'entroterra, per far festa agli uomini che tornavano a casa dopo lungo tempo.

 

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Coniglio con finocchietto e patate


PatateNella cucina tradizionale le patate e le erbe aromatiche sono considerate ingredienti primari per tutte le pietanze locali. Le patate vengono coltivate negli orti come si faceva nel secolo scorso prediligendo quelle bianche e gialle perché più facili da curare. Le erbe aromatiche invece si trovano facilmente in natura anche se ultimamente sta dilagando la moda delle erbe aromatiche in vaso. Il finocchietto selvatico è il più utilizzato perché sempre bene si abbina, agli altri ingredienti, grazie al sapore e al profumo che conferisce alle pietanze. I suoi rametti, si raccolgono in primavera e sono tradizionalmente usati per aromatizzare le carni e le zuppe. I semi, invece, vengono fatti essiccare e utilizzati per aromatizzare formaggi, salumi e olive e per conferire un aroma particolare al pane e ai dolci

InsulaGolosaRicette riscopre questi ingredienti e suggerisce una ricetta a base di carne di coniglio, facilmente sostituibile con altre carni bianche come il pollame, il maiale o la lepre.

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Gallina con il mirto

pollo_mirtoNella tradizione gastronomica sarda il mirto è un piccolo arbusto che regala bacche e foglie perfette per aromatizzare diverse carni come il porchetto arrosto, il pollame arrosto o bollito. L'uso del mirto come aroma per le carni è presente anche nella cucina spagnola, a conferma dell'influenza ispanica nella cultura e  nella gastronomia isolana.

Ecco la ricetta proposta da InsulaGolosaRicette che si adatta perfettamente anche per le carni di quaglia e di anatra.

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Lumache gratinate

Domu_sardaProtagonista autunnale delle tavole più glamour è la lumaca, molto amata in Sardegna, tanto che Gesico, piccolo paese nel Campidanese, è stato titolato, capitale della lumaca, grazie a una deliziosa sagra che si tiene ogni anno a ottobre.
Dopo i primi acquazzoni stagionali, consuetudine vuole che si vada per campi alla ricerca di lumache, in dialetto i sizzigorrus o bovaris.
Le lumache escono per nutrirsi solo se la vegetazione è bagnata, infatti non riescono a sopravvivere al sole e passano le ore del giorno ben nascoste in posti umidi, sulle rive dei fossati e sotto la folta vegetazione dove la temperatura si mantiene più fresca e il tasso di umidità è ottimale. Di notte escono per nutrirsi ... e di giorno solo dopo un bel temporale.
Proviamo la ricetta di InsulaGolosaRicette.

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Manifesti d'Epoca

olive

In autunno tra i colori dorati e aranciati, spiccano i verdi e i viola delle olive mature. E' il tempo della raccolta delle olive. Ancora oggi nelle campagne le famiglie fanno la tradizionale raccolta manuale; ai piedi della pianta vengono preparate le piazzole dove le olive mature cadono a terra,

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