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Alla scoperta del Pozzo sacro

Pozzo Sacro genna_mustatzuNei boschi dell’Iglesiente è nata un’opera d’arte. Penserete a una scultura o a un dipinto. Ma non è così! Un gruppo giovani e non più giovani, della Scuola Civica di Arte Contemporanea di Iglesias ha ripulito e reso accessibile il Nuraghe e il Pozzo Sacro di Genna Mustatzu nel bosco di querce in località Bellicai.
Il progetto è nato dall’idea di un allievo, Angelo Dessì, che di professione non fa sicuramente l’artista, ma grazie alla sua predisposizione alla cura del territorio e alla natura in generale, ha avuto quest’idea non esattamente comune. Cartellone
Il suo intento è stato comunque quello di applicare l’arte al territorio sulla falsariga del noto artista Joseph Beuys, conosciuto dai più come lo sciamano dell’arte, per la sua ricerca incessante di un’armonia profonda con sé stesso, gli uomini e la natura. Nel 1982 nella cittadina tedesca di Kassel durante l’esposizione “Documenta”, Beuys realizzò un’opera colossale: piantò 7000 querce affiancate a 7000 pietre di basalto. Quel che ne è rimasto oggi è un bosco immenso di querce altissime. La nota curiosa è che le pietre di basalto, sono lì ferme, mentre gli alberi continuano a crescere nella loro bellezza.
Forse è stato un caso oppure no, ma la riscoperta del complesso archeologico di Gedda Mustatzu, dimenticato da tutti, anche dai Beni Culturali, vive e risorge proprio in un bosco di querce. La quercia, simbolo dell’eterno, così come l’arte.
L’opera realizzata dalla Scuola Civica di Arte Contemporanea è ora disponibile a tutti gli amanti dell’archeologia e della natura senza nessun tipo di approccio accademico-artistico. È lì per essere apprezzata e rivalutata, in una visione di arte intesa come riscoperta della natura e del territorio perché non c’è nulla di più bello e interessante. Arte e natura, espressione entrambe di perfezione.

(24 maggio 2015)

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