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Amaretti sardi

amaretti

Scatole di latta colorate, consumate dal tempo, nascondono preziosi dolcetti di mandorle, croccanti all'esterno e morbidi all'interno, dal retrogusto amaro a cui si deve il loro nome: sono gli amaretti sardi, i principi dei dolci delle feste paesane. Si consumano a colazione o a fine pasto accompagnati da un Moscato  o da un Vermentino bianco. Il loro sapore speziato ricorda paesi lontani, ma è proprio in Sardegna che si coltivavano le mandorle che poi venivano esportate in Francia e in tutta Europa, alle corti dei pasticceri più rinomati. Con l'industrializzazione, la loro coltivazione è andata in disuso, ma i dolci di mandorle continuano ad essere confezionati e consumati in larga scala.
InsulaGolosaRicette vi propone la ricetta tradizionale della zona dell'Ilglesiente, "rubata" dal ricettario di casa, perché la parola d'ordine è "condividere per non dimenticare i tesori della tradizione popolare".

 

AMARETTI SARDI
Amarettos 
Mandorle

 

Ingredienti
400 gr di mandorle dolci sgusciate
60 gr di mandorle amare sgusciate
500 gr di zucchero
3 bianchi di uova freschissime
2 cucchiai di farina
 

Preparazione
Sbollentate le mandorle eliminate poi la pellicina. Tritatele con l‘apposita macchina tritacarne manuale, quella che usavano le nostre nonne, in una terrina capiente perché aumentano di volume. Separatamente montate gli albumi a neve e uniteli alle mandorle tritate, allo zucchero e alla farina. Con un mestolo di legno amalgamate bene l'impasto e preparate delle palline  della dimensione di una noce e posizionateli, distanziandoli, su una teglia spolverata con farina o ricoperta con carta forno. Infornate in forno caldo a circa 160°, fino a che i dolci risultano dorati.

 

Curiosità: Gli amaretti sono dolci piemontesi. In Sardegna sono stati reinterpretati e sono la testimonianza dell'influenza culturale e culinaria subita durante il regno sabaudo 

 

Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale

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Cesto di crescione

Anticamente nell'isola si riteneva che su martuzeddu, il crescione d'acqua avesse proprietà afrodisiache specie se consumato in insalata con cipolle e succo di limone.
E' una pianta spontanea che vive in prossimità di corsi d'acqua perché predilige luoghi freschi e ombrosi. Utilizzata a crudo è ricca di vitamina C, sali minerali e oligoelementi ed è ottima i

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