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Pettirosso

pettirosso

Meravigliosi nomi si danno in Sardegna al pettirosso; gli Algheresi lo chiamano consigliere, gli Oristanesi occhio di bue, i Sassaresi frate Gavino, e a Desulo iscargiu orrobiu. Questo uccelletto spavaldo fa qui suoi nidi, e dura tutto l’anno. La leggenda vuole che annunci l'arrivo del freddo e della neve con il suo canto che si può udire per tutto l'inverno. Infatti è considerato il simbolo del nuovo anno e della rinascita in generale.
E' un uccello dalla vivacità inesauribile. Si muove sul terreno con una rapida successione di lunghi balzi, in posizione quasi curvata per un passo o due, poi si arresta in atteggiamento eretto, facendo vibrare talvolta ali e coda. Se incuriosito o eccitato, inclina rapidamente il corpo da lato a lato, muovendo ali e coda. Il volo è solitamente lento e breve. Il suo nome scientifico è Erithacus rubecola e raggiunge la lunghezza di 13/15 cm e ha la fronte, i lati del capo, la gola ed il petto rosso-arancio. Le parti superiori sono di un colore bruno oliva mentre l'addome è bianco; sia il becco che le zampe sono brune. Non c'è differenza fra soggetti di sesso diverso. Raggiunge un peso massimo di 16 grammi.
Nonostante l'aspetto apparentemente mansueto e diversamente da quanto si possa credere per un uccello di così piccole dimensioni, il pettirosso è estremamente aggressivo e territoriale nei confronti dei suoi consimili e di altre specie di piccoli uccelli. Se due esemplari dello stesso sesso dovessero venir confinati in uno spazio delimitato i pettirossi si azzufferebbero tra loro fino alla morte di uno dei contendenti o addirittura di entrambi. Il pettirosso si nutre soprattutto di vermetti, lumache e insetti.

 

PETTIROSSO
Pittiruggiu, princiottu

   

O pettirosso, canta,
che è nel canto il segreto dell’eternità!
Avrei voluto essere come sei tu,
libero da prigioni e catene..
Avrei voluto essere come sei tu…
anima che si libra sulle valli
libando la luce come vino da ineffabili coppe.
Avrei voluto essere come sei tu,
innocente, pago e felice,
ignaro del futuro e immemore del passato…
Avrei voluto essere come sei tu,
per la tua bellezza, la tua leggiadria
e la tua eleganza,
con le ali asperse della rugiada
che regala il vento.
Avrei voluto essere come sei tu,
un pensiero che fluttua sopra la terra
ed effondere i miei canti
tra la foresta e il cielo…
O pettirosso, canta,
dissipa l’ansia ch’io sento!
Io odo la voce che è dentro la tua voce
e sussurra al mio orecchio segreto.

~ Khalil Gibran ~

 

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