
Scopa mascius, sabina femina, tuvura, Era, Kastanariu, Iscoba

Il paesaggio sardo, in primavera, si veste di tanti colori. Tra la macchia spuntano
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La Sardegna è "wild", selvaggia, ovunque. Le vette dei monti e degli altipiani si stagliano fiere a guardare intere distese di lecci, in un alternarsi di pianure accarezzate dal grano o dal foraggio.
Sulle coste, il vento e le onde del mare modellano le guglie e le scogliere, habitat preferiti di gheppi e aquile reali.
Nuraghi, torri spagnole e campanili di chiese campestri, lo addolciscono un po', senza interrompere il suo silenzio.
Il paesaggio, rupestre e solitario, è puntellato di infiniti filari di fichi d'India che si alternano ai muretti a secco, custodi antichi della cultura agro-pastorale nella pratica di delimitare i fondi agricoli.
Se volete stupire i vostri amici in vacanza, preparate uno stuzzichino da far invidia ai locali modaioli, così, al loro rientro a casa, potranno raccontare che la Sardegna non è solo terra di formaggio e maialetto arrosto, ma anche un concentrato di allegria e mode da esportare.
Tra le tante ricette della tradizione culinaria sarda che possiamo catalogare finger food, InsulaGolosaRicette propone le frittelle di cozze, un piatto antico che i pescatori amavano consumare in ogni periodo dell'anno.
Buono ed economico si può gustare gironzolando per le strette vie delle città di mare, o lungo i porticcioli turistici di tutta l'isola, accompagnato da un vino bianco come il Moscato di Sardegna o il Nasco di Cagliari. Allegria!


Se è vero che la zucca è il maiale degli ortaggi, allora significa che dobbiamo recuperare ogni parte di questo delizioso ortaggio autunnale che si mantiene ottimo fino all'inverno inoltrato.
La buccia si frulla e si beve al naturale, la polpa si cucina in svariati modi, le foglie e i gambi teneri in insalata e i fiori in pastella...
E i semi? Buttarli mai! I nostri nonni li chiamavano bruscolini. Sono, un ottimo snack del buon umore e un passatempo delizioso da sgranocchiare a casa o a passeggio con gli amici.
I semi di zucca sono grassi "buoni" per la salute, grazie agli acidi Omega-3, essenziali per l'organismo, inoltre contengono contengono vitamine, sali minerali e carotenoidi.
InsulaGolosaRicette vi spiega come farli a casa.
Sino a qualche anno fa era facile trovare nei paesi "Su Zilleri", una sorta di bar o bettola dove gli uomini passano le serate a parlare con gli amici e a bere vino.
Era il loro unico passatempo dopo le tante ore di lavoro nelle campagne.
Certamente non avevano un buona reputazione per via delle frequentazioni anche poco raccomandabili ma erano comunque luoghi di convivialità.
Alla fine di ogni estate, subito dopo la vendemmia le bettole erano riconoscibili dai grandi fasci di foglie di edera che adornavano le porte di ingresso.
Erano una sorta di insegna per gli avventori: l'edera li avvisava che il vino nuovo era arrivato e poteva essere degustato.
"Su Zilleri" non era un luogo dove le donne potevano sorseggiare del vino, ma sono quasi certa che le nostre antenate amassero un po' di libertà e che si concedessero, di tanto in tanto, un buon bicchiere di vino in compagnia delle comari. Partecipavano con tutta la comunità, alla festa della vendemmia, alla raccolta e alla pigiatura dell'uva, con canti e balli finali.
Non mancava anno in cui non preparasse sa sapa o binu cottu e se avanzava qualche grappolo, la confettura di uva, fonte di vitamine e di fibre, importante per superare il freddo dell'inverno.

Il solleone è arrivato in anticipo. Le giornate calde e luminose riscaldano il giardino regalando la frutta più dolce dell'anno: pesche, albicocche, prugne, susine e ogni altra bontà divina.
I colori, i profumi e la consistenza di questi frutti esaltano la voglia di consumarli in vari modi. Sono ricchi di acqua e poveri di calorie, perfetti da consumare durante i caldi pomeriggi dediti all'otium, nell'accezione più vera.

Se vai dal fruttivendolo in Sardegna e chiedi "un ciliegia", ti propone il peperoncino tondo piccante conosciuto dai più come tondo calabrese.
E' vero... il peperoncino è un prodotto tipico calabrese, ma da qualche decennio anche l'isola vanta una produzione di altissima qualità da punto di vista organolettico e salutare.
La zona con una spiccata vocazione verso questo prodotto è Turri, in Marmilla, dove il peperoncino si coltiva in ottime condizioni ambientali, grazie al clima temperato e asciutto.
In questo paesaggio, prevalentemente collinoso, la coltivazione dei peperoncini si alterna a quella dello zafferano, dell'origano, delle fave e dei cereali, oltre agli olivi, creando distese di colori come onde del mare. Così come dice la stessa radice etimologica, Marmilla significa "mille mari" e credo che sia anche una bellissima immagine da portare anche in tavola.
Il peperoncino sardo è generalmente consumato crudo, sott’olio, essiccato o lavorato in creme piccanti.
InsulaGolosaRicette vi propone una ricetta "doppia" preparata con prodotti esclusivamente sardi: peperoncini tondi ciliegia, olive, capperi, acciughe e tonno.

“Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare....”.
Così scriveva Pelligrino Artusi, il grande divulgatore della cucina italiana nel suo libro "La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Noi non possiamo far altro che condividere il suo pensiero.
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