
Kastangia burda, Castànza de India

Nei giardini, nei parchi, nei viali, nelle case cantoniere e nei giardini di scuole o di edifici pubblici si può
...
Il Mediterraneo infinito e un uomo solo. Con la sua barca approda su un'isola deserta che cela un grande segreto.
L'acqua è di cristallo, increspata di color smeraldo. Tra gli scogli a picco sul mare, l'uomo scorge una grotta dove vive una divinità gigantesca con un occhio solo... sulle rocce a pelo d'acqua si intravedono le sue impronte.
Appare un'ombra enorme, il sole accecante sull'acqua cristallina, annienta l'eroe e gli fa dubitare della sua stessa vista. L'istinto gli dice che deve andare avanti, anche se gli dei lo puniranno, perché ha superato il limite del conosciuto. Questa terra sta oltre le colonne d'Ercole dove nessun uomo può andare. L'eroe non sa, se mai potrà rivedere la sua Itaca.
Stop! Ulisse? Polifemo? Eroi? Avventure? Miti? Ovvio che sì, siamo in Sardegna, ma la storia che vogliamo raccontare non è questa.
La Sardegna è terra di pastori e contadini, di vento e sole, di mare e foreste. Di passato e futuro.
Il vento soffia da ovest verso est, portando i profumi della macchia mediterranea, del timo e dell'elicriso; il sole sorge a est e fa sbocciare il fiori dello zafferano e colora di giallo i campi di grano. La brezza del mare su tutta l'isola, accarezza i vigneti che si diradano per dare spazio alle foreste custodi di segreti mai svelati.
La natura è parte della gastronomia sarda, perché è un dono difficile da non accettare. Nel piatto, nulla di elaborato, solo ingredienti semplici ma unici, regalati da una terra selvaggia e per molti versi ancora incontaminata.

“Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare....”.
Così scriveva Pelligrino Artusi, il grande divulgatore della cucina italiana nel suo libro "La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Noi non possiamo far altro che condividere il suo pensiero.
Qu
...