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Ricami d'arte

ricamoIl rito del buon mangiare è legato al luogo della cucina con le sue stanze attigue, il suo arredamento e il suo allestimento. La tradizione vuole che in cucina ci sia sempre la legna da ardere sistemata vicino al camino e che il forno per il pane, situato nel cortile, sia pronto per essere acceso almeno una volta alla settimana. Gli oggetti di uso quotidiano, come i cesti e le pentole, sono appesi alle pareti; gli utensili da cucina, perfettamente puliti, sostano ordinati sulla mensola. Alle finestre le tende di lino, con le pavoncelle decorate a pibionesfanno entrare dolcemente la luce abbagliante del sole, riscaldando le stanze. 

InsulaGolosaRicette vuole dedicare questa pagina al Corredo buono de sa domu, per intenderci, quello di nonna, ossia l'insieme di tovaglie, tovaglioli, grembiuli, copriletti, tende e..., tutti realizzati a mano con materiali naturali e preziosi.

Era compito della padrona di casa, sa meri de domu, tenere la biancheria da cucina sempre perfetta e a portata di mano: all’occorrenza pronta all’uso, soprattutto durante la preparazione del dolci e del pane; per favorirne la lievitazione venivano coperti con tovaglie bianche in cotone o lino, sopra le quali ci andavano le  coperte di lana grezza, confezionate appositamente.
Ancora oggi in sa coxina de sa domu si onorano le pietanze tradizionali con il tovagliato buono... ricami e decori in sintonia con i cibi … niente tovaglie di plastica o tovaglioli di carta, ne vale la bontà del cibo e l’estetica della cucina.

In Sardegna fino a qualche decennio fa era usanza dare in dote il corredo alle figlie femmine: più era prezioso, più fortuna avrebbe avuto la sposa. Tutte le donne della famiglia, dedicavano parte della loro giornata, al confezionamento del corredo della sposa che durava per tutta la vita. 
Vere opere d’arte nascevano dalle loro mani: lenzuola, copriletto, tende, tovaglie e altri pezzi unici nel loro genere. Il tessuto impiegato era quasi sempre di filati naturali, come il lino, il cotone o la canapa.
I preziosi manufatti venivano poi custoditi in cassapanche intagliate con decori di uccelli o rosoni, simili a quelli delle chiese romaniche. Al loro interno alcune erbe aromatiche, capaci di profumare e di allontanare gli insetti e le tarme. 
La biancheria del corredo buono veniva utilizzata soprattutto durante le feste; ovviamente erano le famiglie benestanti che ne facevano più sfoggio: ricami floreali, bordi di pizzo, intarsi di tombolo con filo di lino, abbellivano il tavolo della sala da pranzo, i bordi delle piattaie e le mensole delle credenze con i vetri trasparenti. Nella camera da letto, copriletti di lino o filati di lana, ricamati o lavorati all’uncinetto, illuminavano la stanza. Nella camera da bagno, asciugamani di lino con lunghe frange intrecciate, facevano bella mostra.
Per le grandi occasioni del paese e per onorare i santi durante le processioni, veniva esposto sui balconi e alle finestre di casa. Ancora oggi in alcuni paesi si è mantenuta questa bellissima tradizione.

L’arte di decorare e ornare con ago e filo su tessuto è un lavoro delicato e prezioso, molto antico. Solo grazie all'esperienza e alla creatività di tante donne la tecnica del ricamo è arrivata a noi fino a farla diventare una forma d’arte a sé stante. La preziosità dell’oggetto ricamato è data dall’accuratezza dell’esecuzione, dall’alta qualità dei materiali utilizzati e dall’armonia della composizione.

Ai nostri tempi è difficile trovare giovani ricamatrici come in passato, anche se c'è un forte interesse per il recupero di un'arte che sta andando un po' a perdersi. Basta pensare all'alta moda e al design che non disdegnano affatto professionalità di talento di questo settore.

Pertanto vi consiglio di “frugare” negli armadi di casa, magari trovate qualche manufatto antico, dimenticato sotto una pila di roba inutilizzata: un lenzuolo, una tenda, oppure un set di centri da tavola... quello che vostra mamma o nonna, tanto amava… immergetelo nell’acqua con scaglie di sapone, giusto il tempo per ridargli vita e fatene bella mostra in cucina.

sara loddo

Se non avete la fortuna di aver conservato qualcosa, non perdetevi d'animo...  io ho avuto quella di incontrare Sara Loddo, una giovane donna che vive a llbono, un piccolo centro del nuorese. Sara, nonostante gli impegni familiari, dedica gran parte del suo tempo alla passione per il ricamo. Ha iniziato quasi per gioco, poi il desiderio di imparare ha preso il sopravvento… ora realizza punti e disegni, interpreta e confeziona oggetti particolari e unici.
Ogni giorno si cimenta con l’ago, con il disegno, con il bianco e il colore dei filati, consapevole che per ricamare occorre attenzione e concentrazione e al  tempo stesso rilassatezza e spensieratezza. Mette alla prova sé stessa, la sua abilità manuale e creativa. Sara utilizza le tecniche più svariate: Intaglio su lino Bellora, Filè, Punto croce, Punto scritto, Punto pieno e Punto suisse, interpretando sempre la tradizione sarda.

Guardare e toccare i suoi lavori è come fare un tuffo nel passato, un mondo antico prende vita e diventa parte di quello attuale: ci si sente un po’ come le eroine di Jane Austen, apparentemente ingenue e frivole, in realtà testarde e coraggiose, così ... come sono le donne sarde.

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