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Ippocastano

Kastangia burda, Castànza de India

Ippocastano

Nei giardini, nei parchi, nei viali, nelle case cantoniere e nei di scuole o di edifici pubblici si può ammirare un albero molto appariscente e gradevole, è l'ippocastano.
Originario della penisola Balcanica, in Sardegna fu introdotto all’inizio del 1800 dal Marchese di Vallermosa a Villa d’Orri a Capoterra. Nei boschi e nelle foreste è praticamente inesistente.
Molto simile al castagno, l'ippocastano è un albero caducifoglio maestoso ed elegante, dall'aspetto tondeggiante; può raggiungere i 20-30 metri di altezza con una chioma allungata e ampia, molto ombrosa. Le sue foglie seghettate, sono di color verde brillante nella parte superiore e verde più chiaro in quella inferiore. In autunno assumono una tipica colorazione gialla-rossastra.  
L'ippocastano si distingue dal vero castagno, proprio per la forma delle foglie: il castagno le ha semplici, inserite alternate sul ramo, mentre l'ippocastano le ha composte. La sua corteccia è di colore rosso-bruna o grigio scura, molto liscia e quando invecchia si squama in piccole placche. I suoi fiori, ermafroditi, sono riuniti a pannocchie e sono costituiti da un piccolo calice a 5 lobi e una corolla con 5 petali bianchi e fioriscono tra aprile e maggio, regalando uno spettacolo cromatico.
Anche i semi dell'ippocastano che prendono il nome di castagna matta, sono simili alle castagne ma si distinguono per la forma diversa, più sferica. Hanno un sapore amaro e sono leggermente tossici quindi non commestibili. Nel passato venivano utilizzati come mangime stimolante per i cavalli, da qui il nome, che letteralmente significa castagno per cavalli.
Sono diversi anche i frutti, i ricci del castagno sono ricoperti da aculei sottili molto fitti, i frutti dell'ippocastano presentano aculei radi e tozzi. 

Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale

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