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Pollastro con pomodorini

pollo_pomodoroSino a qualche decennio fa, non era raro alzarsi con il canto del gallo. Tante famiglie sarde tenevano, nel cortile, le galline e ovviamente il gallo, che aveva il piacere di svegliare gli abitanti della casa e il vicinato con il suo canto. Chi ha la fortuna di vivere in campagna può godersi ancora questa sveglia, e soprattutto può gustare dei piatti realizzati con la carne di pollo ruspante che non ha nulla a che vedere con quella prodotta negli allevamenti industriali.
La Sardegna vantava la presenza della Gallina Sarda, una specie, forse estinta, a causa del progresso e degli incroci selvaggi. Rimane la speranza di poterla ritrovare, in qualche remoto pollaio dell’isola.... Faccio un appello per ritrovarla... e se qualcuno di voi può darmi informazioni, ve ne sarei molto grata.
InsulaGolosaRicette vi propone una ricetta tanto amata nella mia famiglia, Pollastro con pomodorini, un secondo piatto gustoso e succoso, che riporta alla memoria i pranzi domenicali nella casa di campagna... 

 

CAPUNISCEDDU CUM TOMATA
Pollastro con pomodorigalli

 

Ingredienti
1 o 2 pollastri
500 gr di pomodori maturi
cipolla
basilico
un pizzico di peperoncino rosso
olio extravergine di oliva
sale qb


Preparazione
Lavate accuratamente i pollastri e tagliateli a pezzi. Metteteli in una casseruola e fateli rosolare con un po' d'olio. Quando sono perfettamente dorati adagiateli momentaneamente in un piatto. Con l'olio rimasto nella casseruola, fate rosolare la cipolla affettata a cui si aggiungono i pomodori pelati, tagliati a cubetti, qualche foglia di basilico e il peperoncino rosso. Lasciate sul fuoco per qualche minuto, girando il composto, e poi uniteci i pezzi di carne rosolati. Salate e continuate la cottura per altri 10 minuti. Disponete in un piatto da portata e servite i pollastri ancora caldi.

 

Curiosità: Accompagnate questo piatto succoso con fette di pane civraxiu abbrustolito e un buon bicchiere di vino rosso 

Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale

trippaNelle case in ladiri, (i mattoni di terra cruda), accanto ai camini accesi, le donne appendevano i cestini di asfodelo, intrecciati a mano, decorati con nastri di raso e ritagli di damascato. Erano gli unici oggetti preziosi che potevano permettersi, ma nonostante la semplicità della casa, erano delle artiste in cucina. E

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