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Sa Cordula con i piselli

sa cordula prisurciI pascoli in Sardegna sono sempre buoni. Il clima e la vegetazione sono favorevoli alla pastorizia in ogni periodo dell'anno, tant'è che non manca mai la materia prima per realizzare piatti di carne, formaggi di alta qualità o dolci a base di latte ovino. Tantissime sono le pietanze legate alla pastorizia conosciute ai più, ma esiste una gamma di piatti antichissimi sconosciuti, degni di essere riscoperti e riproposti.
Così come Sa Cordula, ossia la treccia di agnello, così chiamata per l'aspetto del prodotto finito, frutto di un particolare modo di assemblare le interiora degli agnelli o dei capretti . Sa Cordula si può arrostire a fuoco lento nel caminetto; oppure si può cucinare in umido come 
Sa Cordula cum prisurci, la treccia con i piselli . Anticamente si preparava durante le festività pasquali, quando, insieme agli agnelli da latte, i piselli novelli erano di facile reperibilità. Eccone la ricetta di InsulaGolosaRicette.

 

  

SA CORDULA CUN PRISURCI
capre
Treccia con i piselli

 

Ingredienti
1 cordula
500 gr di piselli novelli sgranati
1 cipolla
olio extravergine d'oliva qb
2 cucchiaiate di salsa di pomodoro
1 bicchiere d'acqua
sale qb

 

Preparazione

Fate bollire sa cordula in abbondante acqua salata per un'ora circa. Dopodiché toglietela dall'acqua e passatela in padella con l'olio evo e la cipolla affettata grossolanamente. Fate rosolare a fuoco medio per 15 minuti avendo cura di girare sa cordula su tutti i suoi lati, aggiungete i piselli precedentemente rosolati, la salsa di pomodoro e il bicchiere d'acqua. Portate ad ebollizione e lasciate cuocere per altri 15/20 minuti. Salate a piacere e servitela ancora calda, tagliata a fette. 
  
Una curiosita:  Sa trattalia è la coratella di agnello o di capretto cucinata arrosto nello spiedo o in tegame con cipolle e prezzemolo 

 

Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale

La Sardegna è una terra misteriosa. Il suo paesaggio è una distesa di prati e di foreste, dove anticamente gli unici viandanti erano i pastori. Portavano le greggi dai monti del Gennargentu, molto fredde in inverno, fino ai pascoli  pianeggianti del Campidano e del Sulcis Iglesiente, molto più miti e fer

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