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Pramma agreste, Buatta

palma nana

La palma nanapalma di San Pietro, (nome scientifico Chamaerops humilis L.è un arbusto cespuglioso della macchia mediterranea, con fusto breve tipico nelle

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Selina Schirru, Cuoca Vagabonda

Anicini Sardi

Nell'isola era usanza ricorrente preparare il pane durante la notte e infornarlo nelle prime ore del mattino. Ma era importante non lasciare sprecato il calore del forno a legna, quindi dopo aver cotto il pane, le donne si dilettavano a preparare e a infornare i dolci di mandorle e i biscotti morbidi o secchi. Venivano preparati in grandi quantità e li conservano in cesti di giunco rivestiti con tovaglie di cotone bianco o, più avanti con la industrializzazione, in scatole di latta decorate. 
Tra i deliziosi dolcetti tipici, non possiamo non ricordare gli
 anicini sardi, i tradizionali biscotti secchi da inzuppo. Gli anicini sardi sono la testimonianza dell'influenza culinaria piemontese e genovese nell'isola, così come l'utilizzo del liquore di anice, anche se di provenienza francese.
In Piemonte la preparazione degli anisin si perde nella notte dei tempi, ma è inutile dire che il profumo intenso dell'anice e dei semi è sempre uguale nel tempo e in qualsiasi luogo. 
Ottimi per la prima colazione e non solo, gli anicini sardi li troviamo nelle tavole di ogni matrimonio, cresima, battesimo e qualsivoglia festa comandata. E per i più audaci, sono adatti da "intingere" in vino dolce e liquoroso, come il Moscato di Cagliari.

La ricetta di InsulaGolosaRicette è fedelissima a quella di un secolo fa.

Anicini sardi

 

ANICINI SARDI
Anicinus cum su licori de anisin



IngredientiScatola biscotti vintage
1 kg di farina di grano duro
500 gr di zucchero 
6 uova 
1 bicchiere di latte 
1 bicchiere di olio extravergine d’oliva
100 gr di strutto 
1 bicchierino di liquore d’anice semi d’anice a piacere 
1 cucchiaino di bicarbonato 
1 bustina di lievito vanigliato 

Preparazione
Mescolate le uova, aggiungete adagio lo zucchero, la farina, il latte, l’olio, lo strutto stemperato, l’anice, i semi d’anice. Per finire il bicarbonato e il lievito. Disponete l’impasto in teglie rettangolari (per facilitare successivamente il taglio degli anicini a forma di rettangoli) e infornate nel forno caldo fino a quando non sarà dorato.

 

Curiosità: Gli anicini si conservano bene, come tutti i biscotti secchi, in contenitori di latta come quelli che usano le nostre nonne per conservare il filo e i bottoni.

 

 

Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale

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Pecora, centro del mondo rurale

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