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Sternbergia lutea

zafferanastro

In autunno la campagna si colora di toni caldi e avvolgenti. Tra i ricci spinosi delle castagne e le foglie

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Casalinghe disperate... mai♥

Pungitopo

Ruju che frusciu
(rosso come le bacche del pungitopo)

Pungitopo

Nel freddo dell'inverno, la macchia mediterranea e il sottobosco si macchiano di rosso. Piccole bacche scarlatte, lucide e turgide, sbucano preziose tra il verde dei fusti e delle foglie, annunciando l'arrivo del Natale e del nuovo anno. Sono le bacche del pungitopo, i frutti di una pianta sempreverde, indicatrice di mediterraneità e componente del sottobosco di pinete e leccete.
Presente in gran parte dell'isola, il pungitopo è, assieme all'agrifoglio, il simbolo di Natale, della luce e della abbondanza. Considerata pianta di buon auspicio di fertilità dell'anno che incalza, la sua presenza nella vita quotidiana si ricollega a diverse storie e leggende creando intorno a sé, una soffusa magia.
Secondo una leggenda di origini cristiane, le foglie di spine rievocherebbero quelle della corona di Cristo e le bacche, il rosso del suo sangue.
Anticamente i contadini e i pastori raccoglievano piccoli mazzi della pianta pungente e li sistemavano vicino alle provviste e sulle travi delle cantine, per tenere lontani i topi, soprattutto dai salumi e dai formaggi messi lì ad disseccare; da qui il suo nome, pungitopo.
Si credeva anche che tenessero lontane le streghe, tanto che ogni famiglia aveva un rametto appeso alla porta di casa. 
Fino a qualche decennio fa in Sardegna, gli spazzacamini utilizzavano fascine di pungitopo per pulire i camini.
In cucina, le donne di un tempo tostavano i semi che venivano impiegati come sostitutivi del caffè, di difficile reperibilità.

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