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Castagno

Kastangia, 'astanza

ricci di castagno

Il castagno è un albero imponente, con lunghe fogli seghette e con frutti racchiusi in ricci spinosi che si schiudono da ottobre a novembre. I suoi fiori fioriscono a maggio fino a tarda estate: quelli maschili si presentano lunghi e gialli, mentre quelli femminili sono meno evidenti. La sua corteccia, bruno-rossa, si presenta rugosa e screpolata.
Cresce nelle zone montane fra i 700-1000 m di altitudine, in particolare nel Gennargentu, prediligendo i substrati silicei. Si ritiene che buona parte delle superfici forestali a castagno siano derivate da una rinaturalizzazione di antiche coltivazioni abbandonate nel tempo.
Il castagno produce la castagna, il tipico frutto boschivo dell'autunno, ricchissimo di sostanze amidacee, nutriente ed energetico, tanto che anticamente gli fu attribuito l'appellativo di albero del pane.
Il lavoro della raccolta delle castagne era molto faticoso. Si usciva di casa all'alba e si iniziava appena il sole illuminava il bosco, con la schiena abbassata verso terra. Si iniziava così presto, perché le castagne cadevano durante la notte e il padrone del castagneto aveva paura che qualcuno potesse rubargliele. Spesso, infatti la povera gente si procurava qualcosa da mangiare per qualche giorno, raccogliendo le castagne nei terreni vicini.
Nei giorni della raccolta, i castagneti erano animati dalle voci perlopiù femminili, perché erano le donne, giovani e anziane, che avevano questo compito: rastrellavano i ricci di castagna con un particolare rastrello dentato, da un lato, e dall'altro a punta. Dopo seguiva la la battitura (o pestatura) ovvero la sgusciatura delle castagne. A terra si abbandonava la pula, ottimo concime per il terreno, mentre nei cesti di asfodelo o di vimini venivano selezionate le castagne: più grosse erano destinate al consumo immediato mentre le più piccole all'essiccazione, ovvero all'esposizione diretta del sole. Con le castagne essiccate si produce ancora oggi la famosa farina di castagne, ingrediente base di pasta e dolci.
In Sardegna il castagno è è considerato un simbolo di ricchezza e benessere perché garanzia di buon cibo per i primi mesi dell'inverno. Tenere qualche ramo o foglia di castagno in casa porta serenità e protezione per tutti gli abitanti. 
Ancora oggi il suo legno viene utilizzato per la costruzione di cassapanche e taglieri intarsiati, di culle per i neonati, e botti per il vini locali. Ad Aritzo il legno di castagno è utilizzato per i balconi delle case antiche, il colore rosato del legno risalta sulle dure pareti di pietra. Anche le maschere dei Mamuthones, protagoniste del carnevale di Mamoiada, sono realizzate con legno di castagno.
Durante l’ultimo fine settimana di ottobre si svolgono diverse sagre dedicate alla castagna in tutta l'isola, ricordiamo quella di Desulo e di Aritzo che ogni anno culminano con la tipica castagnata.

Aspettando il felice Natale

involtini di carneMa chi ha detto che il carattere dei sardi è riservato, a volte chiuso? Niente di più sbagliato. La Sardegna è sempre stata crocevia di genti e la grande ospitalità dei sardi ne è una conferma. Chi ha paura del prossimo, non invita alla propria tavola un estraneo.
Nell'isola l'ospite inat

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Manifesti d'Epoca

Pomodori secchi

Durante l'estate rovente isolana, i pomodori rossi di campo riposano al sole,  imbiancati con il sale marino delle saline sarde. Dopo  pochi giorni diventano un perfetto condimento da utilizzare tutto l'anno.
InsulaGolosaRicette vi ricorda come le donne preparavano questo semplice condimento piccante, ottimo nelle minestre di verdure o nel brodo di carne; inimitabile nelle carni bianche e nelle insalate

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