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Non è solo un viaggio

Porto Botte

Ok. Cartina alla mano e decisioni immediate. Da che parte andiamo? Niente di più difficile! Siamo in Sardegna, le strade sono poco segnate, i cartelli stradali confusi, i distributori di benzina quasi inesistenti per diversi chilometri.
Ma non ci scoraggiamo. Siamo appena arrivati sull'isola. Siamo al Porto. Cagliari si staglia bellissima con la sua veste rosata e ci sorride.  Riordiniamo le idee e riassumiamo.
Il mare è da tutte le parti, il sole nasce sempre a est e tramonta a ovest, il Gennargentu è al centro e tutto intorno è un alternarsi di borghi, di nuraghi, di castelli disabitati, di ricoveri di pastori e di campi coltivati.
Prendiamo direzione sud ovest. Il tramonto ci precede e lo seguiamo felici. L'avventura è incominciata. Ci sentiamo un po' californiani in pantaloncini a fiori e magliette colorate. Andiamo incontro al mare.
Ma qui ci sbagliamo perché prima ancora di vedere il mare,  il cuore si riempe di immagini e di colori. Alberi, macchia mediterranea, rocce fantastiche e miniere abbandonate si mostrano disincantati ai nostri sguardi. Siamo sbalorditi da tanta bellezza.
La notte sta per arrivare, all'improvviso due cervi saltano la strada abbagliati dai fanali delle nostre auto. Per un istante penso che non è reale, penso che la stanchezza sta prendendo il sopravvento ma poi capisco che siamo in Sardegna e tutto è possibile.

É come nelle storie che mi raccontava mia nonna quando ero bambina. Suo padre, carabiniere a cavallo di Abbasanta, percorreva i pendii più impervi a caccia di banditi o di avventura, ma il più delle volte trovava peonie appena sbocciate o cuccioli di volpe nascosti ai predatori. Lei mi raccontava di donne che lavavano i panni al fiume e la sera preparavano la minestra con il finocchietto selvatico e il lardo del maiale lasciato essiccare per giorni nel posto più fresco della casa. O delle domeniche, quando i giovani uomini indossavano gli abiti di festa e andavano a Messa per incontrare le ragazze. Penso ai film di Tornatore e ai racconti di Grazia Deledda, è un tutto sussegguirsi di flash back e sensazioni.

É notte fonda. Siamo arrivati in paese. Prendiamo possesso di un piccolo appartamento al centro storico, ci sistemiamo alla meglio e ci diamo la buona notte prima di andare a letto. Realizzo che sono di nuovo a casa. Il profumo di mirto selvatico è nell'aria e assapporo la vacanza appena iniziata; decido che domani mattina andrò al panificio a prendere su civraxiu appena sfornato per preparare la colazione.

L'InsulaGolosa è qui per noi.

Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale

In Sardegna ogni paese è un'isola nel senso che ogni comunità rivendica con orgoglio le proprie tradizioni, e in gastronomia, i propri piatti. Si pensi che lo stesso piatto viene chiamato in modi diversi e con un dialetto completamente dissimile, a seconda delle zone geografiche o dei paesi che a v

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Manifesti d'Epoca

olive nere secche

La raccolta delle olive ha i suoi tempi, che vengono scanditi dalla maturazione delle olive. Le olive nere da tavola sono le ultime ad essere raccolte perché le più tarde a maturare. Esistono diverse ricette con le olive nere tra cui quella antica come gli stessi uliveti sardi:  le olive ne

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