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Triglie in cartoccio

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Tra i tantissimi pesci che si possono gustare nell'isola, troviamo le triglie, una tra le specie più sfruttate nel Mediterraneo. I pescatori sardi, sempre più consapevoli che la pesca su larga scala, ha portato loro solo danni, stanno rivalutando l'utilizzo della piccola pesca tradizionale più rispettosa del mare, e stanno adottando la cattura del pesce con le reti da posta fissa. I metodi di pesca sostenibili portano in tavola pesci e triglie un po' costosi ma garantiscono un prodotto sano e gustoso per la salute nostra e dei mari. Facciamoci anche noi custodi del patrimonio marino e chiediamo sempre, al pescivendolo di fiducia, la provenienza e il metodo di pesca del pesce sul banco.
La triglia ha un gusto delicato e, come quasi tutto il pesce, richiede poco tempo per essere cucinata. InsulaGolosaRicette propone le Triglie al cartoccio, un secondo piatto facile da realizzare e ottimo da consumare in compagnia, magari gustando un buon vino bianco.

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Triglie alla Vernaccia sarda

Piccoli pesci da scoglio, colorati di rosa e arancio, come i loro cugini salmoni, si divertono a nascondersi nelle grotte sott'acqua. Molto apprezzati per le loro carni pregiate, le triglie di scoglio vengono pescate in tutto il Mediterraneo, per soddisfare la creatività di chef e casalinghe in tutte le coste. In Sardegna la triglia da scoglio viene preferita a quella di fango per il sapore più deciso. Un detto sardo recita: No es donzi die a triglia,  non mangia triglie tutti i giorni, a testimonianza della preziosità del prodotto.
Diverse ricette rendono onore a questo pesce; tra le tante InsulaGolosaRicette propone la Triglia alla Vernaccia, da realizzare con ingredienti tipicamente locali: la triglia sarda e la stupenda Vernaccia di Oristano.

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Cozze in tegame

cozze_marinaraProfumo di Mediterraneo. Sentore di brezza di mare. Richiami delle onde infrante. Sapore di molluschi nel piatto. Aggrappati alle rocce crescono e diventano lucenti come l'ebano. Sono neri come le donne avvolte nei loro scialli di lana nera e nascondono al loro interno, una deliziosa sorpresa dal color giallo sole dal sapore inconfondibile. Sono le cozze della Sardegna, un prodotto certificato per garantire al consumatore, solo cozze allevate nel mare di Sardegna, controllate e depurate.
InsulaGolosaRicette, amante dei prodotti locali e delle tradizioni, propone un secondo piatto marinaro,  Cozzasa a sa Schiscionera, cozze sarde in tegame, consapevole che la ricetta non è un'esclusiva isolana, perché già conosciuta e amata in altri paesi, come la Francia e la Spagna, oltre che in gran parte dell'Italia. L'unicità sta nell'ingrediente base: unico, saporito e nostrano, in breve, le cozze sarde

  

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Grigliata di mare

Sardine_arrostoLa grigliata di mare è per le anime voraci, per i difensori del cibo mangiato con le mani, per chi ama l'odore del fumo della brace. Quindi, non abbiate paura di sporcarvi le dita. Potete sempre profumarle con l'elicriso o con il rosmarino selvatico. 
Nella gastronomia sarda le grigliate di pesce occupano un posto d'onore grazie alla varietà del pescato che ci viene regalato in ogni stagione dal dio Nettuno, in persona.
InsulaGolosaRicette ci racconta come preparare la grigliata di mare seguendo le antiche usanze casalinghe quando le famiglie si riunivano per le feste e si accendeva il fuoco per arrostire il pesce appena pescato. Così iniziava la festa nella festa.

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Pesce arrosto alle erbette

pesce arrostoIl profumo della terra invade la cucina con i sentori delle erbe aromatiche: la salvia, il timo e il rosmarino, turgidi e di un verde brillante, insaporiscono il pesce appena pescato, quello più richiesto, quello da arrosto. Allora saraghi e orate, argentati e guizzanti nelle ceste vengono adagiati sulla brace ardente richiamando tutti a tavola con il loro profumo di mare. 
InsulaGolosaRicette ripropone questo secondo piatto di mare ricco di tradizioni e di sapori, il Pesce arrosto alle erbette, da replicare in ogni occasione.

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Anguille alla brace

L'anguilla è uno dei pesci più misteriosi del pianeta. E' capace di sopravvivere tranquillamente sia in acqua dolce che salata: la femmina, capitone, trascorre buona parte del ciclo vitale in acque dolci o salmastre, ma per riprodursi intraprende lunghi viaggi verso il mare aperto. Può raggiungere la dimensione di un metro e mezzo. Il maschio, ceca, sottile e trasparente, raggiunge la lunghezza massima di 40–60 cm e staziona permanentemente in acque interne o in prossimità della riviera marittima.
In Sardegna la cattura delle anguille è consentita da ottobre a febbraio nel mare territoriale e nelle acque interne. La taglia minima di cattura degli esemplari è pari a 28 cm di lunghezza totale. Gli esemplari di taglia inferiore non possono essere detenuti, trasportati o commercializzati, per tutelarne la specie. 

 anguille in laguna

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Sa Merca, muggine alle erbe

I pescatori, fedeli al mare come nessun altro isolano, affrontavano il pericolo e le intemperie del mare per portare a riva un buon pescato e si riconoscevano più cocciuti e testardi degli stessi agricoltori e pastori. E come i pastori, si allontanavano da casa per diversi giorni in cerca di fondali generosi. Avevano quindi la necessità di cibo che si mantenesse integro nel tempo. Inventarono così Sa merca, un piatto a base di muggine e erba palustre, sa ziba sa merca in sardo,  che non è altro che una pianta cespugliosa detta Porcellana di mareObione o Atriplice portulacoide, le cui foglie sono commestibili e mantengono fresco il pesce. 

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Tonno lesso con cipolle

Esiste un'isola nell'isola dove la gente passeggia nei carrugi e parla il tabarkino. Le botteghe lungo mare profumano di focaccia genovese e le case sembrano fatte di marzapane, colorate di rosa e di verde smeraldo. E' l'isola di San Pietro che si accompagna all'isola gemella di Sant'Antioco, figlie di Tabarka e di Genova. Arrivare a Carloforte in traghetto è un'esperienza magica, se poi si arriva alla sera è ancora meglio. Il sole inonda di luce gli antichi palazzi e le barche dei pescatori, dipingendo tutto intorno un'alone di serenità e di vacanza. Se si parte da Calasetta ci si lascia alle spalle il villaggio bianco e azzurro, tipico del Mediterraneo e ci si immerge nell'antico sapore di mare tutto isolano.

Tonnara sulcis

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Calamari ripieni alla sassarese

Calamari

Nelle sere silenziose quando il vento è calato, i pescatori raggiungono le piccole barche nel porticciolo illuminato solo dai lampioni. Un'altra notte fuori casa, sulle acque più profonde, alla ricerca dei calamari che, attratti dalle luci dei fari artificiali delle barche, si fanno pescare facilmente.
Al mercato del pesce si vendono bene e le donne di prima mattina vanno in pescheria per scegliere i pezzi migliori. In cucina inizia il rito della pulizia dei calamari. Si toglie l'osso interno, trasparente e filiforme e le interiora, facendo attenzione a non rompere la sacca con l'inchiostro. Con l'aiuto di formici si tolgono gli occhi e il becco al centro della raggiera dei tentacoli e poi la pelle. Infine un risciacquo veloce sotto l'acqua corrente. Per evitare di avere la carne gommosa la cottura deve essere breve, in qualsiasi modo li vogliano cucinare. 

InsulaGolosaRicette ha fatto un giro per l'isola e ha trovato una ricetta marinara del nord, i calamari ripieni alla sassarese, un secondo piatto delicato ed elegante, ottimo per i pranzi e le cene di prestigio. La tradizione vuole che sia presente nel menù del pranzo di Natale o nella cena di San Silvestro.  

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Orata ai profumi contadini

orata pomodori rosmarinoL'orata, regina dei mari, croce e delizia di ogni pescatore, è molto amata anche dagli chef. InsulaGolosaRicette vi propone una ricetta marinara legata all'entroterra sardo per la scelta degli aromi e delle spezie, l’orata ai profumi contadini, un secondo piatto delicato e saporito, molto facile da preparare. Il segreto per la buona riuscita, oltre che dalla freschezza del pesce è data dalla scelta delle erbe aromatiche più profumate, come il timo, il rosmarino, la mentuccia selvatica, l'alloro, la salvia, il finocchietto selvatico. Raccoglietele durante le giornate di primavera e conservatele con cura, potranno essere utilizzate durante tutto l'anno.

  

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Aragosta alla sarda

aragosta sarda"Quando a Parigi scoppiava la rivoluzione c’era una cittadina, nella costa nord-occidentale della Sardegna adagiata sulle rive del fiume Temo, dove la regina Maria Antonietta avrebbe potuto pronunciare una frase del tipo: “Non hanno pane? Mangino aragosta!”, senza correre il rischio di perdere la testa. Perché davvero a Bosa c’è stato un tempo in cui l’aragosta era il cibo dei poveri, talvolta l’avanzo del pescato che i pescatori tenevano per sfamare se stessi e le loro famiglie. 

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Aspettando il felice Natale

agnello al limoneLe greggi si spostano silenziose nei campi autunnali dipinti di verde e di rosso. Solo il tintinnio dei campanacci e l'abbaiare dei cani pastore, rompono il lungo silenzio. Tutto è calmo, nel cuore del pastore qualcosa si agita. Sa che è tempo di cambiamenti e che l'inverno sta arrivando. Lunghe g

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Manifesti d'Epoca

olive verdi

La raccolta delle olive ha tradizioni lontanissime. Da noi come in tutto il Mediterraneo è un rito prezioso, perché prezioso è il frutto che si raccoglie. Ci sono diverse varietà di olive, alcune ottime per la spremitura, altre per la conservazione.
Ecco una ricetta semplice di InsulaGolosaRicette, per conservare le olive verdi: le ol

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