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Carciofi marinati

carciofi marinatiPer tutto l'inverno fino ad aprile inoltrato, nel Campidano cagliaritano è facile scorgere intere distese di eleganti boccioli verdi con sfumature violacee, fieri si mantengono eretti, sotto i frequenti venti di scirocco e maestrale. Non sono tulipani, non sono orchidee, ma sono gli ortaggi più amati dai sardi, i carciofi spinosi.
Belli e saporiti sono il vanto della nostra terra. A dir il vero c'è anche il rovescio della medaglia: 
nel parlare comune, quando si vuol sminuir qualcuno, si dice "Parisi una cancioffa", ovvero "Sembri un carciofo". 
Non so spiegare il perché di questi antipodi, forse dipende dal fatto che il carciofo, per quanto bello sia appena sbocciato, si rovina facilmente e le sue spine sono molto fastidiose.
L'unica cosa certa è che i carciofi sono molto saporiti. Il loro profumo, intenso e floreale,  si unisce perfettamente alla loro consistenza, tenera e croccante. Inoltre il loro gusto amarognolo e dolciastro è una caratteristica che li rende molto versatili in cucina.

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Finocchi alla sarda

finocchio in padellaAnticamente i finocchi, come altre piante aromatiche, venivano, utilizzati in cucina per conservare e insaporire la carne di maiale e, a volte, anche per confondere il sapore della carne un po' andata.
Disponibile a km 0 per tutto l'inverno fino alla primavera inoltrata, il finocchio è un ortaggio molto versatile e si può consumare a crudo o cotto.
Sulle tavole sarde viene utilizzato per accompagnare di piatti di carne elaborati, perché è un ottimo depurativo e digestivo. 
Tra le tante ricette InsulaGolosaRicette vi suggerisce un contorno molto semplice, il finocchio alla sarda, ideale per le occasioni informali oppure per un pranzo o una cena improvvisa, quando si è costretti a recuperare qualcosa dalla dispensa.

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Pani dorau

pane dorato

La vita in Sardegna, fino a mezzo secolo fa, era molto dura e faticosa. Le genti si dedicavano all'agricoltura e alla pastorizia, alcune volte al lavoro in miniera. Vivevano in sintonia perfetta con i cicli delle stagioni e della natura, non sempre favorevole. Certo è che non conoscevano il "consumismo" e gli sprechi che le nostre società stanno vivendo.
Ogni prodotto del duro lavoro veniva
 veniva trattato con la massima cura. Nessuno spreco in cucina, tutto veniva utilizzato per pietanze diverse e sempre gustose. Le parole "cibo di  scarto" non esistevano nel loro vocabolario. Anche il pane, che forse era l'unico alimento che abbondava, non andava mai sprecato.
Da 
sempre è stato considerato un alimento sacro, se per caso cadeva per terra, andava subito recuperato e "segnato con la croce", quasi si volesse chiedere perdono a Dio per un torto fatto.

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Piselli allo zafferano

Piselli allo zafferano

In passato i fiori gialli e bianchi dei piselli venivano intrecciati in ghirlande per le spose di maggio. Erano considerati simbolo di felicità e prosperità così come i baccelli verdi tanto amati anche dai bambini.
I piselli sono i legumi coltivati e consumati da più tempo in assoluto, si ritiene che già dall'età del rame l'uomo li coltivasse: certamente erano alimento per Greci e Romani.
Nella tradizione i piselli hanno un posto di rilievo soprattutto freschi con una varietà dai nomi più curiosi: telefono rampicante, espresso generoso o meraviglia d'estate.
Questi piccoli gioielli verdi, così come tutti i legumi, sono molto nutrienti, ricchi di proteine, vitamine e sali minerali e vengono consumati soprattutto in primavera, periodo della loro raccolta.
InsulaGolosaRicette vuole suggerire un piatto da contorno che viene direttamente dall'orto: Piselli con zafferano, un abbinamento perfetto per sapore e per colore. 

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Patate con il timo selvatico

Patate e timoIn Sardegna c'è una notte di inizio estate che diventa magica. Le donne escono di casa al tramonto e vanno incontro alla macchia mediterranea alla ricerca delle essenze più profumate, da conservare per tutto l'anno.
Grazia Deledda, in Cenere ci racconta di una di queste donne, Oli.
«Cadeva la notte di San Giovanni. Olì uscì dalla cantoniera biancheggiante sull'orlo dello stradale che da Nuoro conduce a Mamojada, e s'avviò pei campi. Era una ragazza quindicenne, alta e bella, con due grandi occhi felini, glauchi e un po' obliqui, e la bocca voluttuosa il cui labbro inferiore, spaccato nel mezzo, pareva composto da due ciliegie. Dalla cuffietta rossa, legata sotto il mento sporgente, uscivano due bende di lucidi capelli neri attortigliati intorno alle orecchie: questa acconciatura ed il costume pittoresco, dalla sottana rossa e il corsettino di broccato che sosteneva il seno con due punte ricurve, davano alla fanciulla una grazia orientale. Fra le dita cerchiate di anellini di metallo, Olì recava strisce di scarlatto e nastri coi quali voleva segnare i fiori di San Giovanni, cioè i cespugli di verbasco, di timo e d'asfodelo da cogliere l'indomani all'alba per farne medicinali ed amuleti.»

Tra le odorose mediterranee quella che preferisco maggiormente è il timo selvatico, S'Armidda in sardo, perché i suoi fiori sono di un blu chiaro che ricorda il mare e il suo profumo è riconoscibile facilmente.
l timo viene utilizzato nella cucina sarda soprattutto come condimento, aromatizzante di arrosti, formaggi, olive confettate, ma anche per mitigare il sapore forte della selvaggina.  Si consiglia sempre un consumo moderato.
InsulaGolosaRicette ha scelto una ricetta semplice ma molto raffinata da portare a tavola come contorno oppure come primo piatto, le Patate con il timo selvatico.

 

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Carciofi spinosi sott'olio

Carciofi olio

Il carciofo è un ortaggio originario del bacino del Mediterraneo. Ne abbiamo testimonianze nella civiltà egizia e greca. Fu coltivato anche nel periodo romano per le sue proprietà gastronomiche e salutistiche. L'odierno nome del carciofo deriva forse dalla parola araba Harsciof o Al-Kharsuf che significa spina di terra e pianta che punge. Ci hanno sempre fatto credere che il carciofo fosse una ortaggio di aspetto poco bello per via delle sue spine appuntite, ma la leggenda ci racconta un'altra storia. 

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Olio al mirto

Mirto

In autunno è bello andare per funghi e gironzolare per le campagne che profumano di essenze mediterranee bagnate dalla rugiada. Una tra le tante essenze è, sa murta, in sardo, ovvero il mirto, molto utilizzato nella gastronomia dell'isola.
InsulaGolosaRicette vi propone una ricetta che utilizza i rametti della bellissima pianta aromatica del mirto. Si consiglia di non abusare delle sue chiome perché è una specie indigena della macchia mediterranea. Tuteliamola e rispettiamola. Procediamo, quindi, con parsimonia, per ottenere un ottimo condimento per le carni e i pesci arrosto, da conservare e utilizzare tutto l'anno: l'olio al mirto.

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Olive nere secche

olive nere secche

La raccolta delle olive ha i suoi tempi, che vengono scanditi dalla maturazione delle olive. Le olive nere da tavola sono le ultime ad essere raccolte perché le più tarde a maturare. Esistono diverse ricette con le olive nere tra cui quella antica come gli stessi uliveti sardi:  le olive nere secche al sale.
InsulaGolosaRicette propone una ricetta, rubata dalle mani sapienti di donne semplici e creative, sempre capaci di inventare piatti deliziosi con pochi ingredienti.

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Olive verdi confettate

olive verdi

La raccolta delle olive ha tradizioni lontanissime. Da noi come in tutto il Mediterraneo è un rito prezioso, perché prezioso è il frutto che si raccoglie. Ci sono diverse varietà di olive, alcune ottime per la spremitura, altre per la conservazione.
Ecco una ricetta semplice di InsulaGolosaRicette, per conservare le olive verdi: le olive confettate, ottime come contorno, come antipasto o per insaporire le carni di suino in umido, da consumare durante tutto l'anno. Ci vuole solo un po' di tempo e di pazienza e il gioco è fatto.

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Olive in salamoia

olive

In autunno tra i colori dorati e aranciati, spiccano i verdi e i viola delle olive mature. E' il tempo della raccolta delle olive. Ancora oggi nelle campagne le famiglie fanno la tradizionale raccolta manuale; ai piedi della pianta vengono preparate le piazzole dove le olive mature cadono a terra, perché spinte dal vento o perché mature. Quindi vengono radunate eliminando le foglie, e selezionate. Le più belle, quelle grandi e verdi, vengono messe da parte perché destinate al consumo a tavola, le altre vengono trasportate al frantoio per la molitura.
Ecco un ricetta semplice per conservare le olive verdi da consumare durante tutto l'anno come contorno o come antipasto: le olive in salamoia di InsulaGolosaRicette.

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Insalata afrodisiaca

Cesto di crescione

Anticamente nell'isola si riteneva che su martuzeddu, il crescione d'acqua avesse proprietà afrodisiache specie se consumato in insalata con cipolle e succo di limone.
E' una pianta spontanea che vive in prossimità di corsi d'acqua perché predilige luoghi freschi e ombrosi. Utilizzata a crudo è ricca di vitamina C, sali minerali e oligoelementi ed è ottima in insalata per il suo sapore piccante, si mischia alla lattuga, cicoria, pomodori, ravanelli e qualsiasi insalata mista; può essere usata come pianta aromatica per ingentilire purè e formaggi. La sua raccolta avviene poco prima e durante il periodo di fioritura, che va da maggio a giugno. Oltre questo periodo non va raccolta.

InsulaGolosaRicette propone la ricetta della tradizione contadina.

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Chef Quinto Bassu, custode della cucina tradizionale


PatateNella cucina tradizionale le patate e le erbe aromatiche sono considerate ingredienti primari per tutte le pietanze locali. Le patate vengono coltivate negli orti come si faceva nel secolo scorso prediligendo quelle bianche e gialle perché più facili da curare. Le erbe aromatiche invece si trovano facilmente in natura anche se ul

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Pecora, centro del mondo rurale

Manifesti d'Epoca

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