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Arròsa de monti

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Ad aprile e maggio tra le rocce dei freschi altopiani del Gennargentu e del Monte Linas fino ad

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Carnevale, ogni dolce vale

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Agnello arrosto alla sarda

Agnello arrosto

E’ un po’ strano pensare di non aver conosciuto i miei nonni se non Nonna Totona, così la chiamavano le sue amiche de sa Costera a Iglesias. Non ho conosciuto neanche Nonno Attilio, suo marito. Così come Nonna Chiara e Nonno Giovanni, i genitori di mia mamma. Ma i ricordi non mancano, sono stampati nella memoria dai racconti e dalle immagini della mia famiglia.

I miei genitori raccontavano spesso di Nonno Giovanni, il più anziano dei quattro. Arrivava ad Iglesias a cavallo, vestito con l'abito di velluto nero a coste e,  ai calzari, i gambali di pelle lucida. Scendeva da cavallo, legava l’animale nel cortile di casa, vicino ai vasi di ortensie e gerani... Considerate che la mia casa è una semplice palazzina degli anni ’60, niente a che vedere con le case campidanesi che hanno tanto spazio per gli animali... Sulla sella del cavallo aveva sempre una bisaccia tipica in orbace, in sardo "Sa Bertula", dove custodiva il formaggio e altri oggetti preziosi che portava in regalo alla mia famiglia.

Immagino un giovane uomo, non tanto alto, con la coppola in velluto e penso che si sarebbe distinto tra gli altri uomini della mia famiglia che erano tutti operai o minatori in miniera. 

Pastore di professione, Nonno Giovanni, era originario di Desulo. In giovinezza aveva fatto più volte la transumanza, un rito antico; i pastori che spostavano le greggi lungo i percorsi, dai sardi chiamati Andalas o Caminos, che le stesse pecore segnavano con il loro calpestio.

In autunno, partiva dai freddi altopiani dalla Barbagia e, passo dopo passo, raggiungeva le pianure del Cixerri a sud dell'isola dove, il clima più mite e i terreni più fertili, erano i luoghi ideali per il pascolo. Solo a metà maggio faceva ritorno in Barbagia. La sua vita da pastore semi-nomade cambiò quando mise su famiglia con ben 7 figli, così come tante famiglie del tempo, come voleva una legge del Fascio che premiava quelle più numerose.
I tempi erano difficili, ma passò serenamente il resto della sua vita in campagna, a badare le greggi, a fare il formaggio e la ricotta e a godere della bellezza della natura, anche se a volte, la fatica e la solitudine si facevano sentire. Solo dopo il tramonto quando le pecore erano radunate nei recinti dell'ovile, poteva fare ritorno a casa. 

Che dire, ogni famiglia ha la sua storia e come dice una famosa canzone, "la storia siamo noi… Siamo noi, padri e figli". 
Mi piace pensare che nelle mie vene scorre un pezzo di Sardegna arcaica e per questo ringrazio mio nonno. Così gli dedico questa pagina e la ricetta di un buon cibo che sicuramente avrà gustato! E' un piatto tipicamente pastorale, l'agnello arrosto, s'angioni arrustu, consumato per le festività più importanti, per far festa agli uomini che tornavano a casa dopo lungo tempo.

 


AGNELLO ARROSTO ALLA SARDA
S'angioni arrustu a sa sarda

 

gregge

Ingredienti:
mezzo agnello o intero diviso in due
lardo q.b.
sale fino qb

 
Preparazione
Se avete la possibilità di accendere il caminetto, preparate un bel fuoco con legna di lentisco e olivastro. Infilzate la carne nello spiedo, salatela e quando sarà caduta la prima brace, posizionatela nel caminetto, lontana dalla fiamma, in modo da avere una cottura lenta. Procedete girando costantemente la carne. Intanto preparate dei cubetti di lardo, incartandoli nella carta pane e infilzandoli in piccoli spiedi. Quando la carne incomincerà a dorare, instillare il lardo riscaldato. Le gocce di lardo renderanno la carne di agnello più succosa e saporita.
Se non avete la possibilità di usare il caminetto, il forno della vostra cucina andrà comunque bene. Nelle parti più carnose dell'agnello (coscia e spalla) praticate, con una leppa (coltello a serramanico con lama piatta), un foro profondo da riempire con un po' di lardo, per insaporire e tenere umida la carne. Disponete la carne in una teglia con carta da forno e ricopritela di sale fino. Passatela in forno caldo, fino a quando la carne non è ben dorata da tutte le parti. Durante la cottura giratela almeno 2/3 volte. Una volta cotto, l'agnello va tagliato a pezzi. Adagiatelo su un letto di pane carasau, inumidito con acqua di fonte. Coprite il tutto con un panno e tenetelo al caldo fino a quando non si porta in tavola.
  
Un consiglio: la carne di agnello può essere sostituita con quella di capretto. Entrambe le pietanze sono ottime con il vino rosso Cannonau 

polpette

Polpette, polpettine, polpettone! Nessuno resiste alle palline dorate che rotolano nel piatto. I bambini ne vanno pazzi e gli adulti pure. A casa mia la domenica non mancano mai, e se qualche volta non vengono preparate, c'è sempre qualcuno che protesta! 
Si preparano al sugo, fritte e arrosto con insalate o s

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