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Carnevale, ogni dolce vale

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Fruttini di mandorle

Cestini sardiUn tempo, l'unico divertimento dei bimbi era scorrazzare per i campi e per l'orto; giocavano a nascondino, si arrampicavano sugli alberi da frutta e facevano a gara a chi raccoglieva verdure più colorate e vistose. Ritornavano a casa sporchi e affamati, e come nelle favole le giovani mamme li aspettavano nella cucina che odorava di zucchero e mandorle. Dopo aver sentito i rimproveri in silenzio e si sedevano zitti sulle seggioline di legno e guardavano, con occhi vispi le mamme severe che preparavano i dolcetti di mandorle ricoperti con una cappa colorata, dalle forme più svariate, i fruttini sardi: pesche, fichi d'India, pere, mele, fette di angurie, i piccoli preziosi tanto amati dai bambini.   

Per preparare i fruttini sardi occorre grande pazienza e maestria che le donne sarde sanno mette in mostra dando sfoggio ad un'arte spettacolare, degna di una galleria.
Ad onor del vero, furono gli arabi a portare in Sardegna e in tutto il Mediterraneo questo dolce così particolare! Pensate alla Frutta Martorana, tipico dolce siciliano, molto simile ai nostri fruttini per sapore e forma.


InsulaGolosaRicette vi propone la ricetta tradizionale che non è molto semplice da realizzare, ma vi dice anche che una volta presa la mano, il divertimento è assicurato. É un po' come giocare con i colori e con l'arte.

 

FRUTTINI DI MANDORLE
Mendua a sa fruttas

Ingredienti
1 kg di mandorle sgusciate
1 kg di zucchero 
2 limoni - solo la scorza grattugiata
acqua di fiori d’arancio
200 g di zucchero per decorazioni
zucchero a velo q b
coloranti vegetali per dolci (diverse tonalità)

 

 papassinas

 

Preparazione
Sbollentate le mandorle eliminate poi la pellicina. Tritatele. Nella mia famiglia si usa ancora il tritacarne, così come facevano le donne anziane, perché la grana risulta più morbida e si recupera l'olio delle mandorle, a differenza di un robot moderno.
In un recipiente a parte, preparate uno sciroppo con lo zucchero semolato, un bicchiere di acqua e un paio di cucchiai d’acqua di fiori d’arancio. Sciogliete completamente lo zucchero.

Questa fase è un po' delicata: fate attenzione, lo zucchero sarà pronto quando una piccola goccia si attacca ai polpastrelli senza fare il filo (in sardo “mesu puntu”).

Ora unite la scorza grattugiata del limone e poi le mandorle tritate. Girate bene il composto per alcuni minuti, poi togliete dal fuoco e fate raffreddare bene il tutto in ambiente fresco, non in frigo, fino al giorno dopo. l'impasto deve rimanere duro e compatto.

Prendete dell'acqua di fiori d'arancio e lavorate la pasta aggiungendo pochi cucchiai alla volta. Continuate ad  impastare fino ad ottenere una consistenza morbida ma non troppo. Per semplicità dividetela in palline e date loro la forma della frutta che preferite: pere, mele, fragole e fichi d’India… copritele con un foglio di pellicola per non farle asciugare.

Per la pasta di zucchero
Preparate uno sciroppo  con i 200 gr di zucchero, bagnandolo con poca acqua e portandolo a 108°C. Lasciate raffreddare. Aggiungete dello zucchero al velo ben setacciato. Lavorare fino ad avere un impasto simile a quello della plastilina. Conservatelo in carta pellicola. Staccate un po’ di pasta, unite il colore che preferite (a seconda del frutto che volete realizzare) e con le dita renderla sottile. Avvolgete le formine di pasta di mandorla e rivestitele eliminando l’eccesso di pasta di zucchero. Cercate di rendere la loro forma liscia, sistemateli su un foglio di carta ad asciugare.

Glassa reale
Setacciate dello zucchero al velo, aggiungete pochissimo albume lavorare fino ad ottenere una crema molto soda. Dividetelo in piccole porzioni e aggiungete i colori vegetali in base alle scelte fatte. Realizzate un imbutino con della carta forno e  iniziate a decorare i frutti. Lasciateli asciugare bene e poi disponeteli nei pirottini di carta colorata abbinata al fruttino per creare un effetto scenografico.

Curiosità: I deliziosi dolcetti alle mandorle si accompagnano bene con un'ottima Malvasia di Bosa 

 
 

 

In Sardegna ogni paese è un'isola nel senso che ogni comunità rivendica con orgoglio le proprie tradizioni, e in gastronomia, i propri piatti. Si pensi che lo stesso piatto viene chiamato in modi diversi e con un dialetto completamente dissimile, a seconda delle zone geografiche o dei paesi che a v

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