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Dedico questa pagina ai Boschi della Sardegna, da me tanto amati, proponendo un passo dello scrittore Mauro Corona. Nel suo

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Carnevale, ogni dolce vale

Casalinghe disperate... mai♥

Foglie di tarassaco sott'olio

tarassaco sott'olio Tanti paesi, tanti nomi diversi... per indicare la stessa cosa.
Sì, in Sardegna siamo così, non siamo confusi ma ci piace localizzare e personalizzare dalla notte dei tempi. Prima ancora dell'invenzione dei satelliti e delle mappe digitali.
Ogni paese è un mondo a sé, con la sua parlata, le sue usanze e i suoi piatti. Fate una prova ... sul campo! Mettete gli scarponcini e andate a gironzolare per le campagne sarde, troverete tante erbette selvatiche "ribelli" che cambiano nome a seconda delle zone, che siano montagne o scogliere vicino al mare.

Chiedete  agli anziani il nome, ad esempio del Tarassaco Comune o Dente di Leone, dal fiore giallo come il sole. Vi risponderanno: piascialettu, zangune riestu, camingioni, gicoria burda, zicoria burda, zizziolu.

Forse è un'eredità lasciata dai popoli del Mediterraneo con i quali avevamo scambi commerciali e culturali. Per gli  antichi greci il termine Tarassaco significava "rimedio per ogni male" per le sue proprietà curative, per gli arabi "erba amara" per il sapore pungente, per i monaci medioevali "cicoria selvatica", perché molto simile alla cicoria comune, dal fiore color indaco.

Il tarassaco è facile trovarlo lungo i bordi delle strade di campagna, nei campi incolti, nei ruderi, nei vigneti. Il suo fiore è una margherita giallo oro composta da lunghi petali e da un grosso bottone giallo (soffione). Le giovani foglie sono commestibili, così come il fiore, e vengono consumate crude o cotte per le loro proprietà organolettiche e diuretiche (piscialettu). 
Raccoglietele tenere, senza estirpare la radice, per permettere alla pianta di rigenerarsi per l'anno successivo. 
Quindi affrettatevi! Un'ultima raccomandazione! Prendete le foglie soli se siete sicuri che sia Tarassaco comune, altrimenti se avete dubbi. andate oltre. 

Sara, la nostra Casalinga disperata... mai ♥ ha trovato un po' di tempo per godere dei flebili raggi di sole invernali ed è andata a raccogliere le foglie di tarassaco, che non mancano mai nelle campagne dell'Ogliastra.

Ha indossato il grembiule di cuoca di casa e ha preparato una specialità locale, la Gicoria burda in s'ollu ♥ ovvero Tarassaco sott'olio, da gustare come contorno o con il pane civargiu abbrustolito. Il sapore amaro dà una spinta gradevole agli altri piatti, esaltandone il gusto.

InsulaGolosaRicette ringrazia Madre Terra per tutti i suoi doni ♥

 

GICORIA BURDA IN S'OLLU
Tarassaco sott'olio

tarassaco sott'olio fasi

Ingredienti 
un mazzo di foglie di tarassaco
acqua e aceto  (2:1)
aglio sardo qb
sale grosso qb
olio extravergine di oliva
 qb

Preparazione

Donne e uomini… prima di tutto raccogliete le foglie di tarassaco, poi con tanta pazienza le mondate alla perfezione (1). Dopodiché mettetele a cuocere in una parte di aceto e due di acqua con sale grosso. Fate bollire per cinque minuti. Scolatele dall’acqua e riponetele su un panno bianco per 15 minuti (2).
Nel frattempo sterilizzate i barattoli di vetro. Tagliate gli spicchi d’aglio in due in modo che si possano eliminare facilmente al momento del servizio. Inserite nei barattoli un dito d’olio, le fette di aglio e le foglie di tarassaco poco alla volta senza schiacciarle. Ricoprite con abbondante olio. (3) Chiudete ermeticamente i barattoli e aspettare almeno 3 mesi prima di consumarle. Buon appetito ♥

Curiosità: Se vi piace il piccante, potete aggiungere del pepe in grani oppure peperoncini rossi 

gregge

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