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Dedico questa pagina ai Boschi della Sardegna, da me tanto amati, proponendo un passo dello scrittore Mauro Corona. Nel suo

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Carnevale, ogni dolce vale

Casalinghe disperate... mai♥

Palma nana

Pramma agreste, Buatta

palma nana

La palma nanapalma di San Pietro, (nome scientifico Chamaerops humilis L.è un arbusto cespuglioso della macchia mediterranea, con fusto breve tipico nelle zone  a pascolo e fusto alto nelle zone più inaccessibili. In Sardegna si trova soprattutto in zone calde, vicino alle coste; predilige terreni soleggiati, rocciosi o sabbiosi e teme il freddo intenso.
I greci la chiamavano phoenix chamaeriphes, letteralmente "palma gettata per terra", per il suo portamento: si presenta come un cespuglio sempreverde, che può raggiungere altezze sino a 2 metri.
Le foglie sono larghe a ventaglio, rigide ed erette, sostenute da lunghi piccioli spinosi riuniti a ciuffi sulla sommità del fusto, di colore verde sulla pagina superiore e quasi bianco sulla pagina inferiore.
I suoi fiori sono portati da infiorescenze a pannocchia, corte e ramificate, di colore giallo, con piccoli peduncoli; il loro periodo di fioritura  va da maggio a giugno.
I frutti raddensati sono drupe con polpa assai fibrosa di colore verde nelle prime fasi, poi giallo-rossiccio, e infine marroni a maturità; non sono commestibili.
Già dai tempi dei romani la palma nana veniva utilizzata come pianta ornamentale, uso diffuso nell'epoca dei giardini romantici di fine '800 fino ai nostri giorni.
Anticamente le sue foglie venivano raccolte durante le ore più calde delle giornate estive; le mettevano ad essiccare in ambienti asciutti e ben areati così da preservarne l'integrità e le caratteristiche morfologiche.
Ancora oggi artigiani locali continuano questa tradizione: le foglie così essiccate venivano e vengono utilizzate per la tessitura di canestri, corbule e cestini, destinati all'uso domestico.
La tecnica dell'intreccio è quella a spirale a punto fisso o attorcigliato che solo mani esperte sanno realizzare.

gregge

La Sardegna è terra antica, dove le genti mantengono forti nell'animo, le tradizioni. «Sa Paradura» dei pastori sardi ne è un esempio. É una forma antichissima di mutuo soccorso, un simbolo di unione e solidarietà tra gli allevatori. Spesso gli eventi o le calamità naturali arrivano inaspettati e sorprendono tutti senza fare sc

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Pecora sarda, centro del mondo rurale

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