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Scopa mascius, sabina femina, tuvura, Era, Kastanariu, Iscoba

Erica arborea

Il paesaggio sardo, in primavera, si veste di tanti colori. Tra la macchia spuntano

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Carnevale, ogni dolce vale

Casalinghe disperate... mai♥

Gallina con il mirto

pollo_mirtoNella tradizione gastronomica sarda la gallina ha sempre avuto un posto d'onore. Fino a qualche decennio fa esisteva perfino la gallina di razza sarda, oramai estinta a causa dell'introduzione di altre razze e soprattutto per il cambiamento della società.

Era facile trovarla nei cortili delle case campidanesi o nei stazzi contadini. Razzolavano felici incuranti dei bambini che per gioco le rincorrevano.
Anzi è bene ricordare che tutte le galline che vivono all'aperto sono molto curiose e amano socializzare con tutto ciò che hanno intorno anche se spesso sonnecchiano e fanno le altezzose.
Insomma si comportano un po' come noi, anche se non vogliamo ammetterlo perché nell'immaginario collettivo la gallina è un animale stupido. Ma pure questo è falso.

InsulaGolosaRicette ha rovistato nei cassetti della memoria e ha trovato una ricetta doppia che tutte le nostre nonne ci hanno preparato almeno una volta eravamo molto piccoli. Ha come ingrediente principale la gallina, la quaglia o l'anatra e il mirto, un piccolo arbusto che regala bacche e foglie perfette per aromatizzare, appunto carni bianche, come il porchetto arrosto, e il pollame arrosto o bollitoL'uso del mirto come aroma per le carni è presente anche nella cucina spagnola, a conferma dell'influenza ispanica nella cultura e  nella gastronomia isolana.
Ecco la ricetta della gallina con il mirto, una preparazione per due piatti da portare a tavola, il brodo come primo piatto e la gallina bollita come secondo delizioso.


 

SA PUDDA CUM SA MURTA
Gallina con il mirtomirto

 

Ingredienti
una gallina da un 1 kg circa
carota
sedano
prezzemolo
foglie di mirto
sale


Preparazione
Pulite accuratamente la gallina. Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua, unite la cipolla, una costa di sedano, la carota e qualche rametto di prezzemolo. Quando l’acqua alzerà il bollore immergetevi la gallina; coprite il recipiente e lasciate cuocere, salate a piacere.

Appena la gallina sarà tenera, toglietela dal brodo, lasciatela sgocciolare bene poi, ancora fumante, adagiatela in un piatto fondo rivestito da foglie di mirto; coprite interamente la gallina con altre foglie e avvolgete il tutto con un foglio di carta stagnola in modo che il profumo e le essenze del mirto avvolgano la carne, insaporendola. Tenete la gallina così fino al giorno seguente; tagliatela a quarti e servitela fredda, con un contorno di erbe selvatiche di stagione.


Il brodo messo da parte, va filtrato per eliminare eventuali pezzetti di verdura. Poi si può utilizzare per altre preparazioni come semplici minestre magari con paste secche di piccole dimensioni fatte in casa.

 

Curiosità: Ricordate che le foglie di mirto, sono preziose, asportatele con delicatezza per non danneggiare la pianta, perché oramai sta diventando rara 

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