
Dedico questa pagina ai Boschi della Sardegna, da me tanto amati, proponendo un passo dello scrittore Mauro Corona. Nel suo
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Carruba, Garrofa, Silibba, Silimba, Thilibba, Thilimba
Il carrubo è un arbusto sempreverde con chioma tondeggiante e espansa.
In Sardegna è conosciuto come Silibba e si trova soprattutto nelle zone orientali e meridionali, nei territori più caldi della macchia mediterranea insieme all'olivastro, alla palma nana, alla fillirea maggiore, al lentisco, al mirto e ad altre specie arbustive ed erbacee. Non supera mai l'altezza di 10 metri e la sua crescita è lenta ma può vivere fino a 500 anni.
I frutti, le carrube, maturano tra agosto e settembre dell’anno seguente alla fioritura, che va da agosto fino all'inverno più freddo (gennaio-febbraio).
Essi sono dei baccelli simili a quelli delle fave, lunghi fino a 20 cm e larghi 2-3 cm nel cui interno si trovano fino a 15 semi di carruba che, una volta essiccati, vengono macinati per la produzione della farina di carruba, un ottimo sostituto della polvere di cacao: ricca di fibre, ma povera di grassi e, come il cacao, fonte di antiossidanti, ma senza apporto di caffeina. Grazie al suo sapore di cioccolato, è perfetta per prodotti da forno e biscotteria. Ma anche di liquori e sciroppi.
I semi hanno la forma di lenticchie, detti carati, grazie al loro peso costante in passato erano usati per pesare oro e pietre preziose; da qui la denominazione "carati".
Nelle aree con una certa densità di piante, il carrubo è una pianta mellifera e bottinata dalle api; se ne ricava un miele uniflorale, dal sapore inebriante e dal profumo che ricorda il frutto.
Il miele di carrubo è di difficile produzione, essendo un miele invernale. Interessante è l'uso di estratti per la cura della raucedine.
Nonostante le sue ottime qualità, il carrubo fa parte dei frutti dimenticati, da riscoprire e coltivare. Si pensi che oggi il 72% dei carrubi italiani si trova in provincia di Ragusa, con una produzione in crescita anche grazie a un fiorente export sui mercati di tutto il mondo.
Perché non replicare questo trend anche in Sardegna?

Nelle case della Sardegna antica, in cucina comandavano le donne, solo nella preparazione delle carni arrosto "su meri 'e domu", il padrone di casa, aveva la priorità in alcune mansioni.
Era lui che si preoccupava di accendere il fuoco dopo avere fatto una minuziosa selezione di legna. Nel camino non si m
