

Nel freddo dell'inverno, la macchia mediterranea e il sottobosco si macchiano di rosso.
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La Sardegna è terra di pastori e contadini, di vento e sole, di mare e foreste. Di passato e futuro.
Il vento soffia da ovest verso est, portando i profumi della macchia mediterranea, del timo e dell'elicriso; il sole sorge a est e fa sbocciare il fiori dello zafferano e colora di giallo i campi di grano. La brezza del mare su tutta l'isola, accarezza i vigneti che si diradano per dare spazio alle foreste custodi di segreti mai svelati.
La natura è parte della gastronomia sarda, perché è un dono difficile da non accettare. Nel piatto, nulla di elaborato, solo ingredienti semplici ma unici, regalati da una terra selvaggia e per molti versi ancora incontaminata.
Nelle case in ladiri, (i mattoni di terra cruda), accanto ai camini accesi, le donne appendevano i cestini di asfodelo, intrecciati a mano, decorati con nastri di raso e ritagli di damascato. Erano gli unici oggetti preziosi che potevano permettersi, ma nonostante la semplicità della casa, erano delle artiste in cucina.
