
Sternbergia lutea

In autunno la campagna si colora di toni caldi e avvolgenti. Tra i ricci spinosi delle castagne e le foglie
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Non è una giornata particolare d'autunno, ma è una delle tante che voglio rendere particolare.
Mi affaccio alla finestra e vedo il mio piccolo paese di Ilbono che ancora dormicchia, sotto un cielo nuvoloso. Il campanile della chiesa di San Giovanni Battista, situata nella parte bassa del paese, svetta austero tra le case antiche oramai tutte restaurate.
Preparo il caffè e metto a riscaldare il latte. La casa è silenziosa ma pian piano si riempie di risate, di voci e di speranza.
Nell'antica dispensa in castagno con decori sardi, ho tenuto da parte un barattolo di Confettura di melagrane per rendere questa giornata particolare.
Sì, perché ogni lasciata è persa, e non voglio perdere l'opportunità di fare felice la mia famiglia, oggi.
Sara, la nostra Casalinga disperata... mai ♥ ha indossato il grembiule di cuoca di casa e ha preparato per i suoi cari la Confettura di melagrane, scegliendo i chicchi più dolci.
Noi non dobbiamo far altro che replicare la sua ricetta. Buona giornata particolare a tutti ♥
CONFETTURA DI MELAGRANE O DE S'ARENADA
2 kg di chicchi di melagrane
500 gr di zucchero
2 mele
♥
Macinate i chicchi di melograno per ottenere circa un litro di succo, se necessario utilizzate un colino per eliminare eventuali pellicine.
In un tegame fate sciogliere lo zucchero insieme al succo di melograno e alle mele tagliate a cubetti.
Accendete la fiamma a fuoco lento. Mescolate per evitare che si attacchi al fondo.
Fate cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti. Spegnete la fiamma e frullate il composto con il mixer. Continuate la cottura per altri 5 minuti. Versate il composto ancora caldo nei vasetti.
I vasetti, appena lavati, vanno sterilizzati col calore. La marmellata o la confettura va versata nei contenitori ancora bollente, i vasetti vanno ben riempiti, fino ad un centimetro dal bordo, chiusi e quindi capovolti fino al raffreddamento.
Un consiglio: la confettura di melagrane è deliziosa con il pane tipico locale ed è perfetta per farcire qualsiasi tipo di dolce
Nella tradizione gastronomica sarda la gallina ha sempre avuto un posto d'onore. Fino a qualche decennio fa esisteva perfino la gallina di razza sarda, oramai estinta a causa dell'introduzione di altre razze e soprattutto per il cambiamento della società.
Era facile trovarla nei cortili delle case campidanesi o nei stazzi contadini.
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