slide11.jpg

Sternbergia lutea

zafferanastro

In autunno la campagna si colora di toni caldi e avvolgenti. Tra i ricci spinosi delle castagne e le foglie

...

Carnevale, ogni dolce vale

Casalinghe disperate... mai♥

Il silenzio, la notte, il mare

hotel capo spartivento

Questa notte il mare è calmo, si può scrutare l'orizzonte dalle finestre aperte e la brezza calda del levante muove lentamente le tende di lino della mia stanza.
Lo spicchio di luna è luminoso nel cielo fermo. Sarà perché è estate, sarà perché sono in vacanza ma questa notte è una vera notte.
Mi lascio andare alla fantasia e attorno a me tutto si ferma e tutto si muove. Mi affaccio nuovamente alla finestra e guardo il mare che si illumina e si spegne.
Allora capisco che è il faro che vive, che pulsa nella notte. Si accende e si spegne. Come la luce di una stella nell'universo infinito. Un attimo di luce, un attimo di scuro. Un bagliore poi il buio, ma un buio tenue perché la luna fa da padrona nel cielo e si riflette sull'acqua.
Immagino di essere il guardiano di questo faro e ritrovo in me un senso di libertà che non sapevo di avere, dimentico gli affanni della vita, il caos della quotidianità e penso che vivere a contatto con la natura sia la fonte di energia più potente che il creato potesse regalarci. É una sensazione forte e dolce allo stesso tempo, è una linfa che sale nelle vene e capisci che nulla è più completo che stare da soli con se stessi. É un cerchio che si chiude.
Vorrei fermare quest'attimo ma all'orizzonte il vento incomincia a girare e il mare si increspa. É un libeccio ancora più caldo che annienta la mente. Mi allontano dalla finestra e mi avvicino al letto ancora intatto. Questa notte è la mia notte, è il mio rifugio sospeso tra il cielo e il mare. Ma questo sogno non è solo mio.

 

Curiosità
Con “SardegnaFari” è nato il progetto dell’Agenzia di Conservatoria delle coste e degli assessorati degli Enti Locali della Regione insieme al Fai, WWf e Legambiente. L’obiettivo è recuperare le strutture abbandonate da anni (circa 40) dislocate lungo tutta l’isola, per reinserirle nel patrimonio storico sardo.
Tra le soluzioni proposte c’è quella di far rivivere l’esperienza dei guardiani del faro: mangiare e dormire all’interno e assaporare l’identità perduta di un mestiere orami dimenticato nel tempo.
Si va dai venti posti letto del Vecchio Faro di Razzoli, sulla Maddalena, alle tre stanze di altri fari più piccoli. Per non parlare del faro di Capo Spartivento, un vero gioiello di classe e comfort.
Una nota: il faro di Torregrande, Oristano ha fatto  da apripista ai successivi interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza della “case-vacanze” a picco sul mare.

Insula Golosa Ricette

finestra insulagolosaricetteInsulaGolosaRicette è un luogo di incontro di amanti, amici e cultori del Mangiar Bene Made in Sardinia. L'isola azzurra risplende maggiormente quando i profumi della natura si incontrano con quelli della cucina.
Vi invito quindi a imbandire la tavola di InsulaGolosaRicette con storie, aneddoti e favole, perché ogni piatto tramandato per secoli è la sintesi della cultura e dell'esperienza degli uomini e delle donne della Sardegna. Gente vera e sincera che ha amato la terra e il mare, ha lavorato, pregato... e mangiato.
Abbiamo quasi dimenticato il piacere di stare a tavola: quel momento così magico da dedicare ai cari e agli amici, ma soprattutto a noi stessi. Con InsulaGolosaRicette è un po' come stare a tavola, è un cerchio dell'amicizia e del divertimento, dove un'atmosfera particolare si crea con la giusta compagnia, il buon cibo e il buon vino.

Leggi tutto...

L'isola che c'è

La Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Creste di colline come brughiera, irrilevanti... D. H. Lawrence

costa_nebidaEsiste al centro del Mediterraneo un pezzo di paradiso, chiamato Sardegna: è l'isola che c'è e custodisce uno scrigno di bellezze naturali stupefacenti.
Il primo incontro con l’isola, è la vista delle sue splendide coste con fondali trasparenti e acque cristalline: scogliere a picco si alternano ai delicati litorali sabbiosi, a volte bianchi oppure rosa. Gli occhi e l'anima di colmano di azzurro e di smeraldo, il cielo e il mare si confondono. Poi arriva la notte che non cela altre scoperte, con il tramonto lo spettacolo continua. Il calarsi stanco del sole al di là di scogliere rosse o viola, è difficilmente descrivibile a parole. Solo occhi pronti a gustare l’essenza meravigliosa della natura possono spiegarlo. Ogni spiaggia è la più bella e non si sa mai quale preferire. Ma la Sardegna, come dice una nota pubblicità , non è solo mare.bosco di marganai
Una leggenda vuole che i sardi siano molto gelosi della loro terra ed è per questo che non hanno mai permesso ai "forestieri" di addentrarsi nell'entroterra. E' proprio qui che si esprime la sua vera identità e la sua magia. Si scopre un mondo inaspettato, fatto di montagne d'argento e di boschi infiniti, abitati da cervi, mufloni e cinghiali; sorvolato da aquile e gheppi innamorati; profumato di timo e di orchidee selvatiche, e colorato da praterie di ciclamini viola e di elicrisio giallo.
Come nei romanzi di avventura le scoperte si susseguono in ogni pagina, così anche nell'isola che c'è. Ed ecco che si arriva alla scoperta di un protonuraghe, che non è altro che un nuraghe con una struttura architettonica più massiccia rispetto a quello "classico", tra i muschi e i licheni esposti a nord. Un tempo rifugio dei banditi e fuggiaschi, ora riposa silenzioso nel bosco. Tra le foglie secche del leccio si intravede una piccola volpe in cerca di cibo, ma poiché teme i curiosi, si nasconde velocemente in una cava naturale. Le montagne rimangono immobili ma la vita intorno a loro continua, seguendo i ritmi delle stagioni con i colori e i suoni della natura.

CiclaminiUn'isola abitata da fate, ciclopi e grandi narratori può dare una grande emozione, da vivere e sentire e soprattutto da raccontare, perché stare a contatto con la natura, seguire il vento e le nuvole, guardare il cielo da una spiaggia, o il volo degli uccelli attraverso i rami di un albero, assaporare i cibi locali e ascoltare i racconti degli anziani è un lusso che ormai solo pochi possono godere.

Non è solo un viaggio

Porto Botte

Ok. Cartina alla mano e decisioni immediate. Da che parte andiamo? Niente di più difficile! Siamo in Sardegna, le strade sono poco segnate, i cartelli stradali confusi, i distributori di benzina quasi inesistenti per diversi chilometri.
Ma non ci scoraggiamo. Siamo appena arrivati sull'isola. Siamo al Porto. Cagliari si staglia bellissima con la sua veste rosata e ci sorride.  Riordiniamo le idee e riassumiamo.
Il mare è da tutte le parti, il sole nasce sempre a est e tramonta a ovest, il Gennargentu è al centro e tutto intorno è un alternarsi di borghi, di nuraghi, di castelli disabitati, di ricoveri di pastori e di campi coltivati.
Prendiamo direzione sud ovest. Il tramonto ci precede e lo seguiamo felici. L'avventura è incominciata. Ci sentiamo un po' californiani in pantaloncini a fiori e magliette colorate. Andiamo incontro al mare.
Ma qui ci sbagliamo perché prima ancora di vedere il mare,  il cuore si riempie di immagini e di colori. Alberi, macchia mediterranea, rocce fantastiche e miniere abbandonate si mostrano disincantati ai nostri sguardi. Siamo sbalorditi da tanta bellezza.
La notte sta per arrivare, all'improvviso due cervi saltano la strada abbagliati dai fanali delle nostre auto. Per un istante penso che non è reale, penso che la stanchezza sta prendendo il sopravvento ma poi capisco che siamo in Sardegna e tutto è possibile.

É come nelle storie che mi raccontava mia nonna quando ero bambina. Suo padre, carabiniere a cavallo di Abbasanta, percorreva i pendii più impervi a caccia di banditi o di avventura, ma il più delle volte trovava peonie appena sbocciate o cuccioli di volpe nascosti ai predatori. Lei mi raccontava di donne che lavavano i panni al fiume e la sera preparavano la minestra con il finocchietto selvatico e il lardo del maiale lasciato essiccare per giorni nel posto più fresco della casa. O delle domeniche, quando i giovani uomini indossavano gli abiti di festa e andavano a Messa per incontrare le ragazze. Penso ai film di Tornatore e ai racconti di Grazia Deledda, è un tutto susseguirsi di flash back e sensazioni.

É notte fonda. Siamo arrivati in paese. Prendiamo possesso di un piccolo appartamento al centro storico, ci sistemiamo alla meglio e ci diamo la buona notte prima di andare a letto. Realizzo che sono di nuovo a casa. Il profumo di mirto selvatico è nell'aria e assaporo la vacanza appena iniziata; decido che domani mattina andrò al panificio a prendere su civraxiu appena sfornato per preparare la colazione.

L'InsulaGolosa è qui per noi.

Siamo...

Fiori di campoSiamo sardi
Siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.
Siamo le ginestre d'oro giallo che spiovono sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese.
Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, lo splendore del cielo, il bianco fiore del cisto.
Siamo il regno ininterrotto del lentisco, delle onde che ruscellano i graniti antichi, della rosa canina, del vento, dell'immensità del mare.
Siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri, di piante fosche, di montagne bruciate dal sole e dalla vendetta.
Noi siamo sardi
.

Grazia Deledda

Bucconis

murici

"I murici della porpora vivono in gruppo e, come le api, fabbricano tutti insieme favi all'interno dei quali si dice che si riproducano. Raccolgono le parti commestibili delle alghe e dei muschi marini che rimangono attaccate alle loro conchiglie e si servono reciprocamente, a rotazione, una sorta di banchetto periodico, dal momento che ognuno di loro, in serie, nutre l'altro.“  Plutarco 

Anticamente la pesca dei murici era praticata tantissimo perché dal piccolo mollusco si ricavava la porpora reale, secreta da una ghiandola; il liquido inizialmente giallastro, una volta riscaldato diventava di un colore rosso acceso, inalterabile, adatto alla colorazione di tessuti naturali come lana, cotone e lino con cui si confezionavano stoffe e arazzi preziosissimi perché da ogni esemplare si può estrarre solo una goccia di colorante.
Il murice è reperibile in tutto il Mediterraneo sui fondali fangosi fino a 100 m di profondità. In primavera attacca le sue uova agli scogli e alle rocce sommerse, in grandi quantità, racchiudendole in “spugne” che in realtà sono dei nidamenti. I pescatori riempono le nasse con le "spugne di murici" per catturare altri molluschi. I murici, ignari, continuano a depositare altre uova e così si fanno catturare facilmente dagli abili pescatori. 
In Sardegna l'uso della porpora, e quindi la pesca del murici, è legato al mitico bisso, altro regalo prezioso del fondali marini isolani. Il bisso o seta del mare, veniva filato e poi colorato con la porpora. Nell'isola di Sant'Antioco solo pochissime artigiane continuano l'arte della tessitura del bisso, i
ncuranti del tempo che passa, disegnano fiori, uccelli e leoni dorati negli arazzi tessuti a mano, ascoltando il vento e il rumore delle onde sugli scogli.

Ma il vento soffia anche per i semplici e racconta storie di pescatori in mare. Così la cucina si profuma di pesce appena pescato... ecco la ricetta dei saporiti bucconis, i murici così come li chiamano i sardi.

 

Leggi tutto...

Carciofi e bottarga

cavaliere d'italiaInsulaGolosaRicette riscopre un altro un piatto tipico della tradizione culinaria sarda: l'antipasto di carciofi e bottarga. Chi non conosce il carciofo spinoso sardo e la bottarga? Il sapore amarognolo del carciofo e il piccante della bottarga si mescolano per dar vita a un piatto che potrebbe essere di terra ma anche di ...mare.
Ma cosa è la bottarga? Comunemente i sardi la chiamano il caviale sardo ed è un dono dalla cultura araba; Sa butàriga, in sardo, dall'arabo batārikh (بطارخ) che significa "uova di pesce conservate sotto sale". La bottarga viene, infatti, ricavata dalle uova di tonno rosso o di muggine; costituiva il pasto ideale dei pescatori che trascorrevano la giornata di duro lavoro in mare, perché sostanziosa e ricca di proteine e grassi. Nelle isole di Sant'Antioco e Carloforte la bottarga di tonno è la più conosciuta grazie alla pesca del tonno; a Cabras e in tutto il golfo di Oristano fino ad Alghero vantano invece la migliore qualità di bottarga di muggine, grazie alla fiorente presenza di questo pesce.
Nella foto un "Cavaliere d'Italia", un uccello acquatico tipico delle zone in cui si pescano i prelibati muggini.


Leggi tutto...

Gamberetti al finocchietto

gamberetti

Nei lunghi mesi invernali i pescatori, seduti sulla porta di casa, intrecciano a mano le nasse di giunco e di mirto o di altre essenze selvatiche. Le mani bruciate dal sale e dal vento ripetono a memoria gli stessi gesti, anno dopo anno, perché intrecciare le nasse è di buon auspicio per la pesca dei mesi a venire, in particolare per la pesca dei gamberi.
In inverno i piccoli crostacei vivono e si riproducono nelle grotte profonde. Nelle notti d'estate 
i pescatori, memori dei racconti dei pescatori più anziani, calano le nasse solo in alcuni fondali e i gamberi, ingannati dalla forma della cesta simile alle pareti rocciose delle loro tane, vi restano intrappolati. E' una pesca antica e selettiva, ancora praticata nei piccoli porticcioli di paese dove il pescato è considerato un dono del mare e della natura. 
InsulaGolosaRicette vuole rendere omaggio ai pescatori nostalgici che amano il mare  e lo rispettano proponendo la ricetta dei Gamberetti al finocchio selvatico, da presentare come antipasto o come contorno.

Leggi tutto...

Granchi in insalata

granchi in insalataIl vento di maestrale batte forte sulla costa occidentale dell'isola. Le spiagge diventano più strette, le dune di sabbia si fanno più alte e tra gli scogli fanno capolino i granchi di mare, dal colore verde scuro. Se tenti di acchiapparli, loro sono più veloci e si nascondono negli anfratti delle rocce, battuti dalle onde. Ma appena arriva il tramonto, i granchi escono allo scoperto e ignari del pericolo si fanno catturare.
InsulaGolosaRicette vi propone la ricetta dei Granchi in insalata, gli ottimi crostacei dalle piccole dimensioni che sanno dare ai piatti, il sapore di mare tanto amato dai buongustai.

Leggi tutto...

Insalata di mare alla sarda

Insalata di mareI profumi del Mediterraneo prendono il sopravvento e, tra le tante specialità di mare, ripeschiamo l'Insalata di mare alla sarda, un antipasto  o un contorno gustosissimo e delizioso che viene consumato non solo nel periodo estivo, perché fresco e piacevole ma anche in inverno, sostituendo semplicemente alcuni ingredienti stagionali, per avere, sempre, un piatto genuino e di prima qualità.
InsulaGolosaRicette vi propone la ricetta tradizionale, nel rispetto delle usanze tipiche locali.

Leggi tutto...

Insalata di polpo

pruppu

Octopus's Garden, Il giardino dei polpi.... è una canzone dei Beatles, scritta da Ringo Starr. L'idea della canzone venne quando Starr era, insieme all'attore Peter Seller, su una barca in Sardegna nel 1968. Starr ordinò "Fish and chips" (pesce e patate arrosto) per pranzo, ma gli offrirono calamari e polpi. Il capitano della nave gli raccontò che i polpi vivevano sul fondo del mare, raccogliendo pietre e oggetti brillanti per costruire giardini... 
Chi ha avuto la fortuna di nuotare nei nostri mari può confermare che questi giardini esistono per davvero e sono popolati da creature meravigliose come i polpi che nuotano nell'acqua limpida ondeggiando con i loro tentacoli, quasi fossero dei robot.

I pescatori, custodi del mare, preparano da sempre Su pruppu a insaladaun antipasto con i polpi, molto ricercato sulle tavole di tutto il Mediterraneo. Nell'isola sarda dove viene consumato anche in inverno. 
La preparazione dell’insalata di polpo a prima vista potrebbe sembrare difficile ma se seguite attentamente la ricetta, di cui sotto, vi accorgerete che è molto semplice e anche i meno bravi in cucina otterranno grandi soddisfazioni nella sua realizzazione. 
InsulaGolosa vi ricorda che è un piatto della domenica e delle festività natalizie, quindi onoriamo le feste  a tavola rispettando le usanze.

Leggi tutto...

Anguli de porru de campu

torta salata all'aglio selvatico

Quando i nostri nonni andavano per prati e boschi a raccogliere il cibo che cresce spontaneo non sapevano che erano i caposcuola di una moda moderna. E sì, proprio così, non facevano altro che praticare quello che oggi  viene definito Foraging.
Per decenni ci hanno fatto credere che "raccogliere" il cibo dagli scaffali e metterli in un carrello, era molto più sano e conveniente... Ma la storia recente ci racconta qualcosa di diverso. Per esperienza personale vi posso garantire che un frutto appena raccolto ha un gusto particolare, è un concentrato di aria, di sole, di pioggia e di... amore e che girovagare alla ricerca di erbette selvatiche e gustarle poche ore dopo, è un'esperienza che rigenera il corpo e la mente.
Madre terra è sempre generosa con i suoi doni: bacche, erbette, frutti antichi. germogli sono sempre a nostra disposizione. A noi spetta solo la consapevolezza del valore di questo tesoro. Andare nel bosco o nella macchia mediterranea e raccogliere una moltitudine di erbe, funghi e piante è qualcosa che solo alcuni privilegiati possono permettersi.
InsulaGolosaRicette vuole essere sempre alla moda e imitare le pratiche dei nostri nonni ♥

Leggi tutto...

Antipasto alla sarda


orgosoloProcuratevi un bel vassoio di sughero, sa sippa, ricavato dalla corteccia stagionata e lavorato a mano con sa leppa
 (coltello tipico). Prendete, poi i frutti della madre terra e del mare, adagiateli sul vassoio disegnando figure geometriche come fanno i bambini quando giocano insieme. Ecco che l'antipasto più buono in Sardegna è pronto. Nella foto il nuraghe trilobato Dovilineo a Orgosolo, simbolo della cultura millenaria dell'isola di Sardegna, una terra di guerrieri e cacciatori, di architetti e di naviganti, capace di stupire e ammaliare con una cucina semplice e appetitosa. A voi, lettori di InsulaGolosaRicette, amanti del buongusto,  l'antipasto alla sarda, inimitabile, unico e originale.

 

Leggi tutto...

Carciofi e bottarga

cavaliere d'italiaInsulaGolosaRicette riscopre un altro un piatto tipico della tradizione culinaria sarda l'antipasto di carciofi e bottarga. Chi non conosce il carciofo spinoso sardo e la bottarga? Il sapore amarognolo del carciofo e il piccante della bottarga si mescolano per dar vita a un piatto che potrebbe essere di terra ma anche di ...mare.
Ma cosa è la bottarga? Comunemente i sardi la chiamano il caviale sardo ed è un dono dalla cultura araba; Sa butàriga, in sardo, dall'arabo batārikh (بطارخ) che significa "uova di pesce conservate sotto sale". La bottarga viene, infatti, ricavata dalle uova di tonno rosso o di muggine; costituiva il pasto ideale dei pescatori che trascorrevano la giornata di duro lavoro in mare, perché sostanziosa e ricca di proteine e grassi. Nelle isole di Sant'Antioco e Carloforte la bottarga di tonno è la più conosciuta grazie alla pesca del tonno; a Cabras e in tutto il golfo di Oristano fino ad Alghero vantano invece la migliore qualità di bottarga di muggine, grazie alla fiorente presenza di questo pesce.
Nella foto un "Cavaliere d'Italia", un uccello acquatico tipico delle zone in cui si pescano i prelibati muggini.


Leggi tutto...

Frittelle de porru de campu

Frittelle

Quando i prati iniziano a farsi avari, arriva il momento di andare nel bosco. E' qui che si ritrova la gioia di riscoprire i doni di madre natura dimenticati o accantonati in un angolo della memoria. Per tanto tempo il piacere di raccogliere le erbe e i frutti selvatici è stato messo da parte... è ora di rivivere questa gioia... le piante aromatiche e le selvatiche ci sorridono con i loro fiori, le loro foglie, le loro bacche e i loro frutti.
Ma non abbiate fretta di raccoglierle: camminate e ascoltate, e soprattutto osservate: un giorno raccogliete un'erbetta, un altro giorno un'altra ancora. Siate delicati, prendete solo una piccola parte della pianta perché ognuna di loro è magica, possiede al suo interno tutta l'energia del'universo.

InsulaGolosaRicette vi augura buon raccolto.

Leggi tutto...

Nervetti di piede di bue

murales

InsulaGolosaRicette vi propone un piatto tipico della tradizione culinaria sarda poco conosciuto dai turisti ma anche da molti sardi. Purtroppo  è difficile gustare questo piatto nei ristoranti o nei pub delle grandi città isolane ma è un ottimo piatto da offrire. Nei paesi, le anziane signore lo preparano con molta frequenza, soprattutto nel periodo estivo, perché è fresco e gradevole.

Leggi tutto...

Orrubiolusu

antipasto OrrubiolusuInsulaGolosaRicette cede lo spazio a Sara che da "Casalinga disperata... mai ♥", prepara un piatto tipico dell'Ogliastra, o meglio del paese di Arzana e di Villagrande Strisaili. 
L'Ogliastra è un territorio unico, incastonato tra le montagne del Massiccio del Gennargentu e il mare. E' il rifugio delle aquile reali e dei mufloni. E' qui che si possono ancora  incontrare i pastori, in abito tradizionale di velluto nero a coste, che portano le greggi per i sentieri scoscesi, incuranti della fatica e del freddo. 
Un paesaggio così, non poteva
 che regalarci un piatto a base di formaggio, arricchito con un'altra eccellenza, s'abba ardente, l'acquavite sarda, tanto amata dagli uomini del posto.
Ecco la ricetta di Sara che ha indossato il grembiule di cuoca di casa
e ha preparato per noi  gli Orrubiolusu.


Leggi tutto...

Pane abbrustolito con finocchietto e pecorino

pane_formaggio_finocchio

Ogni occasione è buona per ritrovarsi con amici e parenti e cucinare insieme, tra tante chiacchiere, tante risate e tanto buon cibo. Ovviamente si inizia con la preparazione degli antipasti, che vanno consumati... prima dei primi. 
InsulaGolosaRicette suggerisce una ricetta a base di ingredienti facili da reperire per creare un antipasto veloce e gustoso... scopri quale!

Leggi tutto...

Pecorino e miele per antipasto

formaggio e mieleQuando penso alla mia terra vedo un quadro bucolico vivente dove pastori e contadini, vengono ritratti nei loro lavori quotidiani o stagionali: la mietitura, la mungitura, la sorveglianza della greggi e la raccolta delle messi, oppure mentre suonano la fisarmonica intonando canti che vibrano fino all'orizzonte del mare. Un mondo a sé, che incontra quello più moderno intorno a un filo invisibile ma sempre tangibile. 

InsulaGolosaRicette si immerge in questo mondo antico e scopre un antipasto che sa di terra e di vento, il Pecorino con miele di corbezzolo, una vera esplosione di colori nel piatto. Buon appetito....

Leggi tutto...

Tapparas

tapparas

Ogni stagione ha un'immagine a sé. L'autunno l'ho sempre associato alle prime luci di un giorno di pioggia e al profumo della terra bagnata. Da piccola, andavo a scuola da sola, e mi piaceva passare in mezzo all'erba bagnata dalla rugiada e spesso intravedevo, tra i fili verdi, piccole lumache con le antenne sollevate... Le piccole "cornute", ignare del pericolo, uscivano dall'ombra perché la pioggia aveva rinfrescato il terreno....
E' questo il periodo migliore per indossare la mantella anti-pioggia, quella verde o gialla, e come nei romanzi ottocenteschi andarsene in giro per le campagne alla ricerca delle lumache, per alcuni un po' viscide, per altri molto molto buone... la ricerca delle lumache è varia e offre varie opzioni: Sitzigorru, quelle grandi grandi, Braballoca, quelle bianche a strisce, e  Mungitta o Tapparas, quelle marroncine con il tappo bianco. 

Leggi tutto...

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo