
Scopa mascius, sabina femina, tuvura, Era, Kastanariu, Iscoba

Il paesaggio sardo, in primavera, si veste di tanti colori. Tra la macchia spuntano
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La Sardegna è terra di pastori e contadini, di vento e sole, di mare e foreste. Di passato e futuro.
Il vento soffia da ovest verso est, portando i profumi della macchia mediterranea, del timo e dell'elicriso; il sole sorge a est e fa sbocciare il fiori dello zafferano e colora di giallo i campi di grano. La brezza del mare su tutta l'isola, accarezza i vigneti che si diradano per dare spazio alle foreste custodi di segreti mai svelati.
La natura è parte della gastronomia sarda, perché è un dono difficile da non accettare. Nel piatto, nulla di elaborato, solo ingredienti semplici ma unici, regalati da una terra selvaggia e per molti versi ancora incontaminata.
Sino a qualche decennio fa, non era raro alzarsi con il canto del gallo. Tante famiglie sarde tenevano, nel cortile, legalline e ovviamente il gallo, che aveva il piacere di svegliare, con il suo canto, gli abitanti della casa e il vicinato.
Chi ha la fortuna di vivere in campagna può godersi a
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