

Il sambuco, sambucus nigra, è una piccola pianta molto diffusa in tutta Europa e nel Mediterraneo, soprattutto nella macchia e in
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Ogni occasione è buona per ritrovarsi con amici e parenti e cucinare insieme, tra tante chiacchiere, tante risate e tanto buon cibo. Ovviamente si inizia con la preparazione degli antipasti, che vanno consumati... prima dei primi.
InsulaGolosaRicette suggerisce una ricetta a base di ingredienti facili da reperire per creare un antipasto veloce e gustoso... scopri quale!
Quando penso alla mia terra vedo un quadro bucolico animato dove pastori e contadini, sono i protagonisti ritratti nei loro lavori quotidiani o stagionali: la mietitura, la mungitura, la sorveglianza della greggi e la raccolta delle messi, oppure mentre suonano la fisarmonica intonando canti che vibrano fino all'orizzonte del mare.
Un mondo a sé, che incontra quello più moderno intorno a un filo invisibile ma sempre tangibile.
InsulaGolosaRicette si immerge in questo mondo antico e scopre un antipasto che sa di terra e di vento, di bosco e di fiori, il Pecorino con miele di corbezzolo, una vera esplosione di colori nel piatto.
Buon appetito....

Se vai dal fruttivendolo in Sardegna e chiedi "un ciliegia", ti propone il peperoncino tondo piccante conosciuto dai più come tondo calabrese.
E' vero... il peperoncino è un prodotto tipico calabrese, ma da qualche decennio anche l'isola vanta una produzione di altissima qualità da punto di vista organolettico e salutare.
La zona con una spiccata vocazione verso questo prodotto è Turri, in Marmilla, dove il peperoncino si coltiva in ottime condizioni ambientali, grazie al clima temperato e asciutto.
In questo paesaggio, prevalentemente collinoso, la coltivazione dei peperoncini si alterna a quella dello zafferano, dell'origano, delle fave e dei cereali, oltre agli olivi, creando distese di colori come onde del mare. Così come dice la stessa radice etimologica, Marmilla significa "mille mari" e credo che sia anche una bellissima immagine da portare anche in tavola.
Il peperoncino sardo è generalmente consumato crudo, sott’olio, essiccato o lavorato in creme piccanti.
InsulaGolosaRicette vi propone una ricetta "doppia" preparata con prodotti esclusivamente sardi: peperoncini tondi ciliegia, olive, capperi, acciughe e tonno.

Ogni stagione ha un'immagine a sé. L'autunno l'ho sempre associato alle prime luci di un giorno di pioggia e al profumo della terra bagnata.
Da piccola, andavo a scuola da sola, e mi piaceva passare in mezzo all'erba bagnata dalla rugiada e spesso intravedevo, tra i fili verdi, piccole lumache con le antenne sollevate... Le piccole "cornute", ignare del pericolo, uscivano dall'ombra perché la pioggia aveva rinfrescato il terreno.
E' questo il periodo migliore per indossare la mantella anti-pioggia, quella verde o gialla, e come nei romanzi ottocenteschi andarsene in giro per le campagne alla ricerca delle lumache, per alcuni un po' viscide, per altri molto ma molto buone...
La ricerca delle lumache è varia e offre varie opzioni: Sitzigorru, quelle grandi grandi, Braballoca, quelle bianche a strisce, e Mungitta o Tapparas, quelle marroncine con il tappo bianco.

L'isola di Sardegna è un continente a sé. Il mare la circonda tutta e le montagne la sovrastano, silenziose e guardiane di antichi misteri. E tra questi misteri ne scopriamo uno nuovo. Penserete a storie di animali preistorici o di fate nascoste nei tronchi di ulivi secolari. Niente di tutto questo, stiamo parlando di uno degli ortaggi più conosciuti al mondo, la zucchina. La zucchina non è altro, che il frutto immaturo della pianta di zucchetta.

Scatole di latta, consumate dal tempo, fanno bella vista nelle credenze di casa. Hanno scritte e disegni vintage dai colori sgargianti o pastello. Mi riportano all'infanzia quando una semplice scatola "rumorosa" mi faceva felice e spesso vado nei mercatini e nei negozi specializzati, alla ricerca di quelle più particolari per collezionarle e per conservarci i dolcetti fatti in casa.
La lamina di latta li "mantiene buoni" per diversi giorni: ci ripongo quelli di pasta frolla, e quelli alle mandorle tra cui amaretti sardi, croccanti all'esterno e morbidi all'interno, dal retrogusto amaro.
Il loro sapore speziato e il profumo ricorda paesi lontani, ma mi piace sottolineare che già dall'800 in Sardegna si coltivavano le mandorle in larga scala e venivano esportate in Francia e in tutta Europa, alle corti dei pasticceri più rinomati. Con l'industrializzazione, la coltivazione delle mandorle è stata abbandonata, ma i dolci di mandorle continuano ad essere confezionati artigianalmente e consumati in tutta l'isola.
InsulaGolosaRicette vi propone la ricetta tradizionale della zona dell'Iglesiente, "rubata" dal ricettario di casa, perché la parola d'ordine è "condividere per non dimenticare i tesori della tradizione popolare".
Nell'isola era usanza ricorrente preparare il pane durante la notte e infornarlo nelle prime ore del mattino. Ma era importante non lasciare sprecato il calore del forno a legna, quindi dopo aver cotto il pane, le donne si dilettavano a preparare e a infornare i dolci di mandorle e i biscotti morbidi o secchi. Venivano preparati in grandi quantità e li conservano in cesti di giunco rivestiti con tovaglie di cotone bianco o, più avanti con la industrializzazione, in scatole di latta decorate.
Tra i deliziosi dolcetti tipici, non possiamo non ricordare gli anicini sardi, i tradizionali biscotti secchi da inzuppo. Gli anicini sardi sono la testimonianza dell'influenza culinaria piemontese e genovese nell'isola, così come l'utilizzo del liquore di anice, anche se di provenienza francese.
In Piemonte la preparazione degli anisin si perde nella notte dei tempi, ma è inutile dire che il profumo intenso dell'anice e dei semi è sempre uguale nel tempo e in qualsiasi luogo. Ottimi per la prima colazione e non solo, gli anicini sardi li troviamo nelle tavole di ogni matrimonio, cresima, battesimo e qualsivoglia festa comandata. E per i più audaci, sono adatti da "intingere" in vino dolce e liquoroso, come il Moscato di Cagliari.
La ricetta di InsulaGolosaRicette è fedelissima a quella di un secolo fa.
C'era una volta un famoso pasticciere di Nuoro, un certo Battista Guiso, che brevettò nella sua ditta fondata nel 1885, l' Aranciata nuorese. Non era una bibita gassata ma il dolce più antico del nuorese: s'Aranzada.
Lo produsse con metodi artigianali, lo confezionò in statole di legno e lo esportò in tutto il mondo, rendendolo famoso oltre i confini dell’isola.
Fu così che i fili dorati dal profumo di arancio e di mandorle dolci, fecero onore alla Sardegna, nei banchetti della Casa Savoia e della Famiglia Reale Inglese.
InsulaGolosaRicette ripropone la ricetta originale di un secolo fa, quella custodita con tanta cura dalle donne nuoresi, orgogliose e fiere di una tradizione bellissima.

Oggi impariamo a scrivere con un inchiostro bianco... così diceva la nonna alla piccola Sara, quando preparavano i dolci per le feste, quelli bianchissimi con i puntini colorati sopra. Insieme montavano a mano, gli albumi con lo zucchero, utilizzando solo due forchette e la forza del braccio. Poi tiravano su un filo montato e provavano a scrivere sulla carta-pane; se le linee dei caratteri erano uniformi, il composto era perfetto per essere infornato.
Ma il divertimento più grande, per la piccola Sara, era ritagliare i centrini di carta velina. Piegava i fogli colorati e li tagliava seguendo i disegni che le forbici anticipavano. Poi apriva i fogli... uccelli, fiori, disegni geometrici prendevano vita in quel pezzetto di carta e la sua fantasia volava lontano...
Forse nasce proprio da qui la sua passione per il ricamo ♥

Il maestrale batte forte in Sardegna, soprattutto sulla costa occidentale. Da queste parti il mare è sempre spumeggiante e le nuvole corrono in cielo, disegnando strane figure.
Il vento porta con sé suoni e profumi del mare e della terra, del pane e dei dolci appena sfornati, che tanto assomigliano alle nuvole, bianche e spumose, come le meringhe sarde, conosciute da tutti come i bianchittus obianchini sardi.
InsulaGolosaRicette propone la ricetta dei bianchittus, molto simili alle meringhe di oltremare, ma distinguibili per l'interno morbido e vellutato costellato di mandorle.
I bianchini sardi sono uno dei tanti dolci tipici offerti nelle ricorrenze come i matrimoni o le feste paesane.
Fenici, arabi, spagnoli e poi pisani, piemontesi, francesi... si sono susseguiti nei secoli regalando all'isola sapienze culinarie che interpretate hanno preso una nuova strada diventando identitarie.
Questi popoli portarono dalle loro terre ingredienti altrimenti sconosciuti, come la cannella, le mandorle, i fichi, le nespole e tante altre varietà di frutta e di spezie pregiate.
Ogni prodotto, ogni ingrediente proveniente da lontano è poi diventato un tassello importante per tutta la gastronomia sarda.
Un esempio molto particolare è Su Pappai Biancu, il Biancomangiare.
Secondo alcuni è un piatto di origini francesi, il famoso Blanc Manger, secondo altri fu portato dagli arabi che lo chiamavano zirbaj.

La Sardegna è, nell'immaginario comune, l'isola delle vacanze, del sole e del mare... e chi ci vive sa che ogni raggio di sole è un invito a fare una capatina in spiaggia anche in pieno inverno.
Ma la brezza del mare, i gabbiani e il profumo della macchia mediterranea suggeriscono nuove strade e sentieri che conducono nell'entroterra, misterioso e selvaggio.
Paesaggi collinari dove si coltivano gli ulivi e le vigne, piccoli villaggi di pietra che raccontano il lavoro in campagna dove gli anziani parlano ancora in sardo, siti archeologici fermi, vibranti di storia in ogni pietra.
In Sardegna ogni luogo è un viaggio, un racconto, una storia diversa ... una parte integrante di un'isola che non smette mai di sorprendere.

Ho sempre amato leggere. Passavo ore e ore a leggere e fantasticare soprattutto in estate, quando il tempo libero era dilatato per diverse settimane. Autori europei e mediorientali sono i miei preferiti: raccontano storie e mondi diversi tra loro ma sempre contemporanei e vicini al mio mondo.
Tempo fa mi sono ritrovata tra le mani una poesia di Goethe, il viaggiatore del Gran Tour in Italia dal 1786 al 1788. Egli non visitò mai la Sardegna ma rileggendo la sua poesia ho rivisto la mia terra, i suoi profumi, i suoi colori.
Quando la giornata è interminabile mi prendo una pausa. L'ozio è un vero toccasana, mi aiuta a ritrovare le energie positive e la giornata svolta in meglio.
Scelgo tra le riviste la mia preferita, abbasso il volume della tv, disattivo le notifiche social e mi godo il momento.

Non amo entrare in competizione, preferisco entrare nella mia bella cucina, mettere sul tavolo tanti ingredienti e preparare i biscotti.
Non serve un'occasione speciale, mi basta solo la voglia di profumare la casa con l'aroma di miele o cioccolato.
Il primo autunno è ancora mite ma messaggero di giornate più fredde.
La sua luce rosata mi porta nel frutteto tra gli agrumi, i melagrani e i meli colorati che rilasciano un leggero sentore di pioggia e di felicità; scelgo con minuzia i frutti più maturi e torno in cucina, accendo il forno inizio a preparare i biscotti di mele di Sara, la nostra Casalinga disperata... mai ♥ che ben conosciamo per le sue ghiottonerie ♥
Nella cucina tradizionale le patate e le erbe aromatiche sono considerate ingredienti primari per tutte le pietanze locali. Le patate vengono coltivate negli orti come si faceva nel secolo scorso prediligendo quelle bianche e gialle perché più facili da curare.
Le erbe aromatiche invece si trovano facilmente in natura anche se ultimamente st
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